Il trasferimento di Feltrinelli diventa l’occasione per riaprire il confronto sul futuro del centro cittadino e sulla necessità di creare nuovi poli capaci di attrarre persone durante tutto l’anno. Dal prossimo 27 settembre la libreria lascerà la storica sede di via Diaz per trasferirsi in via Cesare Battisti, all’angolo con Corso Matteotti. Una scelta che Confartigianato Imprese Latina interpreta non come un abbandono del centro, ma come il segnale di una geografia commerciale in trasformazione.«Non leggerei la scelta di Feltrinelli come una fuga dal centro, perché non lo è – osserva Letizia Bongiorno, presidente di Confartigianato Imprese Latina –. Al contrario, conferma che il cuore della città può ancora essere attrattivo. Ma ci dice anche che gli equilibri stanno cambiando e che non possiamo aspettare che siano soltanto le singole imprese a ridisegnare, una dopo l’altra, il centro di Latina».
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Da questa riflessione nasce la proposta dell’associazione: sfruttare la futura riqualificazione del Mercato Annonario di via Don Morosini per realizzare una vera e propria Casa dell’Artigianato pontino. Non un semplice mercatino o uno spazio espositivo, ma un luogo attivo durante tutto l’anno nel quale riunire botteghe, produzioni locali, laboratori aperti al pubblico, giovani imprenditori, temporary shop, artigianato alimentare, dimostrazioni dei mestieri ed eventi.Secondo Confartigianato, l’idea sarebbe coerente con gli indirizzi già indicati dal Comune per il futuro dell’Annonario. L’avviso per il project financing prevede infatti, come ricorda l’associazione, spazi destinati alla promozione dell’artigianato locale e dell’enogastronomia della provincia, insieme ad attività formative e culturali, con l’obiettivo di trasformare il mercato in un polo di attrazione sociale e commerciale.«Se quella previsione rimane soltanto una frase all’interno di un progetto, avremo perso un’occasione – sostiene Bongiorno –. Se invece la riempiamo di imprese, persone e attività vere, il Mercato Annonario può diventare uno dei luoghi più riconoscibili della nuova Latina».
Il modello immaginato punta soprattutto a mostrare il lavoro artigiano mentre prende forma. Falegnami, ceramisti, orafi, sarti, restauratori, pasticceri e giovani maker potrebbero non soltanto vendere le proprie creazioni, ma lavorare davanti al pubblico, illustrare tecniche e materiali, organizzare laboratori per le scuole e incontrare potenziali clienti. Una parte degli spazi potrebbe essere assegnata stabilmente e un’altra utilizzata a rotazione, permettendo anche alle piccole imprese che non possono sostenere un punto vendita permanente in centro di presentare temporaneamente la propria attività.Particolare attenzione, nella proposta, viene riservata ai giovani imprenditori. «Abbiamo appena lavorato anche sul Premio Latina Giovani Imprenditori – ricorda Bongiorno –. Dobbiamo fare in modo che iniziative diverse parlino tra loro. Premiare un giovane imprenditore è importante; offrirgli anche un luogo dove sperimentare il mercato, incontrare il pubblico e far conoscere il proprio lavoro sarebbe ancora più utile».Confartigianato richiama anche alcune esperienze sviluppate in altre città italiane: dal progetto Recreos di Firenze per l’insediamento di artigiani in locali inutilizzati, a «Botteghe, idee e futuro» di Pisa per il riuso temporaneo degli spazi sfitti, fino alle Botteghe di Quartiere di Reggio Emilia e all’esperienza del Mercato Centrale di Torino, dove convivono attività artigiane, laboratori, spazi didattici ed eventi.«Non dobbiamo copiare nessuno – precisa Bongiorno –. Latina deve costruire il proprio modello partendo dalle sue imprese e dalla propria identità. Ma se altrove si utilizzano artigianato e piccola impresa per riattivare spazi urbani, possiamo farlo anche noi».Il punto, per l’associazione, è andare oltre la sola riqualificazione fisica degli immobili e creare funzioni capaci di generare frequentazione quotidiana. «Il centro non può vivere soltanto nelle serate degli eventi o nei fine settimana – conclude Bongiorno –. Deve esserci un motivo per tornarci anche un martedì mattina. Una bottega aperta, un laboratorio, una mostra, un corso, un prodotto che si può trovare soltanto lì. Il vero tema non è semplicemente riempire degli spazi: è creare luoghi che le persone abbiano voglia di vivere».Confartigianato Imprese Latina si dice quindi disponibile ad aprire un confronto con l’amministrazione comunale e con i soggetti coinvolti nella riqualificazione del Mercato Annonario, mettendo a disposizione la propria conoscenza del tessuto produttivo provinciale. «Il Mercato Annonario può tornare ad essere un mercato nel significato più autentico del termine: un luogo dove si produce, si compra, ci si incontra e si impara. Facciamone la casa del saper fare pontino».


