Si conclude oggi, 30 settembre 2026, la missione militare degli Stati Uniti in Iraq. Il Pentagono ha annunciato che le truppe americane hanno completato una “partenza ordinata” dalla base aerea di Erbil, nel Kurdistan iracheno, l’ultima che ospitava ancora il contingente statunitense nel Paese. Si chiude così l’Operation Inherent Resolve, la missione militare a guida americana contro il gruppo Stato Islamico, avviata in Iraq 12 anni fa.
Leggi sullo stesso argomento
Genova, droga nascosta in aspirapolveri e casse acustiche: sequestrati 33 kg per oltre 300mila euro
Indagine della Finanza sui bonus edilizi: sequestri per 88 milioni, otto indagati e due società coinvolte
Carburanti, prezzi ancora in aumento: Eni fissa un tetto per benzina e diesel dal 28 settembre
Il portavoce del Dipartimento della Difesa statunitense Sean Parnell ha dichiarato che “il ritiro ordinato delle forze e delle attrezzature della coalizione dalla base aerea di Erbil segna la conclusione riuscita della missione militare che ha sconfitto il gruppo Stato Islamico in Iraq“. Il ritiro completa l’accordo raggiunto nel settembre 2024 dall’amministrazione Biden con il precedente governo iracheno. Il piano prevedeva una transizione in due fasi: la conclusione della missione della coalizione nel territorio federale iracheno e, successivamente, il mantenimento fino al settembre 2026 di una presenza nel nord dell’Iraq per sostenere le operazioni contro l’ISIS nella vicina Siria.
Negli ultimi mesi sono state rimosse anche le batterie di missili Patriot e i sistemi di difesa contro missili e colpi di mortaio installati a Erbil e nella base di Harir. Il Dipartimento della Difesa continuerà tuttavia a fornire addestramento mirato e informazioni di intelligence.
Il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi ha salutato la fine della missione come l’inizio di un nuovo capitolo per il Paese: “È iniziata una nuova fase, caratterizzata dalla sovranità dell’Iraq, dalla forza delle sue istituzioni, dalla prontezza delle sue forze, dall’unità decisionale e da partenariati equilibrati con i suoi amici“.
La fine della missione lascia però aperte diverse incognite. Le milizie filoiraniane festeggiano il ritiro delle truppe statunitensi, mentre la regione curda guarda al futuro con preoccupazione crescente, temendo che il vuoto lasciato dalla coalizione possa rafforzare l’influenza di Teheran nel Paese. Baghdad aveva inizialmente fissato il disarmo delle milizie in coincidenza con il ritiro americano, ma la questione resta irrisolta.
La conclusione della missione in Iraq non significa la scomparsa di ogni presenza o capacità militare americana nella regione. Quel che è certo è che a Baghdad la giornata odierna ha soprattutto un forte significato politico. Baghdad e Washington hanno concordato una transizione verso relazioni di sicurezza bilaterali tra l’Iraq e gli Stati membri della coalizione.


