La montagna che sovrasta Formia è di nuovo irriconoscibile. In meno di quarantotto ore, roghi di chiara origine dolosa hanno devastato una vasta area sui Monti Aurunci, distruggendo centinaia di alberi, uccidendo o mettendo in fuga la fauna selvatica e portando le fiamme pericolosamente vicino all’abitato di Castellonorato. L’ennesimo disastro ambientale si è consumato a poche settimane dal lancio del nuovo marchio turistico legato proprio a quel tratto di montagna.
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Le fiamme hanno percorso una vasta conca che scende dal Redentore, mentre altri roghi gravi si sono registrati in prossimità dell’abitato di Castellonorato, creando momenti di paura tra i residenti e costringendo diversi gruppi di escursionisti alla fuga. Sul posto sono intervenuti i volontari del Ver Sud Pontino, altre squadre della zona, i Vigili del Fuoco e la Polizia Locale di Formia, il cui intervento si è rivelato fondamentale per arginare le fiamme prima che raggiungessero le abitazioni.
Dietro gli incendi, secondo un sospetto che si ripete ogni anno, ci sarebbero interessi legati al pascolo degli animali. I divieti nelle aree percorse dal fuoco non vengono applicati, eliminando di fatto qualsiasi deterrente. Le associazioni ambientaliste sono tornate a chiedere a gran voce l’applicazione dei divieti di pascolo nelle zone colpite dalle fiamme, ma per ora senza risultati concreti.
L’incendio rappresenta una sconfitta netta di tutte le politiche di prevenzione e controllo del territorio. I danni all’habitat sono gravissimi e al momento non quantificabili. In queste ore sono in corso sopralluoghi per verificare se le fiamme abbiano compromesso l’agibilità delle infrastrutture realizzate sui Monti Aurunci a supporto degli escursionisti, considerando che visite ed escursioni sono già in programma nelle prossime settimane.
A pesare questa volta c’è anche il danno d’immagine. Comune e Parco dei Monti Aurunci si erano spesi molto negli ultimi mesi per lanciare il turismo di montagna come alternativa a quello balneare tradizionale. Vedere la montagna ridotta a una distesa marrone di alberi bruciati, proprio nel momento in cui si cercava di valorizzarla, è un colpo difficile da assorbire per tutto il territorio.


