Un confronto utile per individuare problemi condivisi e possibili soluzioni a sostegno dei piccoli comuni e dei territori montani del Lazio. È il giudizio espresso dal presidente di Uncem Lazio, Achille Bellucci, sugli Stati Generali delle Aree Interne ospitati a Carpineto Romano.
Leggi sullo stesso argomento
ROMA | Tavolo sugli accumuli energetici, UCI: «Consumatori coinvolti nelle scelte»
GUIDONIA | Sicurezza urbana, inaugurata la Control Room della Polizia Locale
Bellucci ha ringraziato il sindaco Stefano Cacciotti e il presidente del Consiglio comunale Graziano Astri per l’organizzazione della tavola rotonda “Territori fragili e periferici in transizione”, alla quale hanno partecipato diversi rappresentanti delle realtà locali e delle aree montane della regione.
Secondo il presidente di Uncem Lazio, dal dibattito sarebbe emersa una sostanziale convergenza sia nell’individuazione delle difficoltà che interessano le zone interne sia rispetto agli strumenti necessari per affrontarle.
Tra gli interventi richiamati da Bellucci c’è quello del vicepresidente del Cnel Claudio Risso, secondo il quale la lontananza dai principali centri urbani non dovrebbe tradursi in una minore possibilità di esercitare i propri diritti. Risso ha inoltre proposto di superare il ricorso sistematico ai bandi nell’assegnazione delle risorse, soprattutto quando si interviene a favore delle nuove generazioni.
Il tema dello spopolamento giovanile ha occupato una parte centrale del confronto. La carenza di servizi e di prospettive occupazionali continua infatti a spingere molti ragazzi ad abbandonare i centri più piccoli. Per Bellucci non è possibile chiedere ai giovani di compiere «atti eroici» per restare nei propri paesi e garantire la sopravvivenza di territori considerati essenziali per l’equilibrio del Paese.
Il presidente ha ribadito come Uncem Lazio continui a lavorare su questi temi attraverso proposte e iniziative, denunciando al tempo stesso quella che considera una prolungata disattenzione della politica nei confronti delle aree montane.
Un altro passaggio significativo ha riguardato il futuro delle Comunità montane. Bellucci ha accolto positivamente il percorso illustrato dall’assessore regionale al Bilancio Giancarlo Righini per restituire rappresentanza e capacità di governo a questi organismi, pur osservando che l’iter avrebbe potuto essere più rapido dopo circa dieci anni di commissariamento.
Durante l’incontro, Righini avrebbe confermato lo stanziamento delle risorse necessarie a coprire i disavanzi delle Comunità montane da tempo sottoposte a liquidazione. La conclusione del lavoro dei commissari liquidatori dovrebbe consentire la successiva nomina di commissari straordinari, incaricati di riattivare il funzionamento degli enti.
Il percorso dovrebbe culminare nell’approvazione di una legge regionale destinata a restituire piena operatività alle Comunità montane e a reintrodurre l’elezione dei presidenti. Per Uncem Lazio si tratterebbe di un passo decisivo per riportare gli enti di area vasta al centro dell’amministrazione dei territori interni.
«Il declino delle Comunità montane è stato un grave errore», ha concluso Bellucci, richiamando una valutazione condivisa anche dal vicepresidente del Cnel durante l’appuntamento di Carpineto Romano.


