Preservare la vocazione industriale dello stabilimento Stellantis di Cassino e fare chiarezza sulle indiscrezioni relative a un possibile riutilizzo di alcune aree del sito. È la richiesta avanzata dalla Cgil di Roma e del Lazio e dalla Cgil di Frosinone-Latina, che esprimono preoccupazione rispetto alle ipotesi circolate nelle ultime ore.
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Secondo il sindacato, pur trattandosi al momento di indiscrezioni che necessitano di conferme e approfondimenti, qualsiasi eventuale progetto dovrebbe essere valutato con la massima trasparenza e nel pieno rispetto della destinazione industriale dell’area. «Lo stabilimento attraversa da anni una profonda crisi produttiva, con pesanti conseguenze sull’occupazione diretta, sull’indotto e sull’intera economia del territorio», sottolineano le organizzazioni sindacali. In questa fase di incertezza sarebbero emerse ipotesi sulla possibile destinazione di alcune aree ad attività differenti da quelle produttive, tra cui la realizzazione di uno studentato privato.
La Cgil precisa di non essere pregiudizialmente contraria a interventi finalizzati a migliorare i servizi per gli studenti e a rafforzare il rapporto tra università e territorio. La collocazione ipotizzata all’interno dell’area industriale, se confermata, viene però considerata dal sindacato poco adatta alle esigenze degli studenti per la distanza dai principali servizi e, soprattutto, lontana dagli obiettivi di reindustrializzazione dello stabilimento.
«Riteniamo indispensabile verificare con chiarezza la fondatezza di tali indiscrezioni e scongiurare qualunque iniziativa che possa, anche indirettamente, indebolire la funzione industriale dello stabilimento. La destinazione produttiva dell’area rappresenta una garanzia essenziale per la difesa dell’occupazione, delle competenze maturate nel settore automotive e delle prospettive di sviluppo dell’intero Lazio meridionale».
Secondo la Cgil, eventuali trasformazioni urbanistiche non inserite all’interno di una strategia complessiva di rilancio rischierebbero di compromettere ulteriormente le possibilità di ripresa produttiva di un territorio già interessato dalla crisi industriale e dalla perdita di posti di lavoro. Il sindacato chiede quindi la convocazione urgente di un tavolo istituzionale con Governo, Regione Lazio, Consorzio Industriale e Stellantis, con l’obiettivo di definire un piano credibile per il rilancio produttivo e la salvaguardia dell’occupazione.
Tra le richieste figurano inoltre la conferma e la tutela della destinazione industriale delle aree dello stabilimento, subordinando qualsiasi eventuale ipotesi di riutilizzo a una valutazione pubblica e condivisa, e la piena trasparenza da parte di Stellantis sulle proprie intenzioni e sugli eventuali progetti riguardanti il sito di Cassino. Nel prossimo confronto istituzionale dedicato alla crisi dell’automotive, la Cgil annuncia che chiederà formalmente alla Regione Lazio di chiarire le ipotesi emerse e di assumere le iniziative ritenute necessarie per preservare la vocazione industriale dello stabilimento.
«Il futuro dello stabilimento e dell’intero territorio non può essere affidato a decisioni frammentarie o assunte senza il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, delle istituzioni locali e delle comunità interessate. La priorità deve rimanere il rilancio della produzione, la tutela del lavoro e la costruzione di una prospettiva industriale duratura per Cassino e per il Lazio meridionale», concludono le organizzazioni sindacali.


