Sarà l’autopsia a chiarire le cause della morte di Marzio Giangiulio, il 22enne trovato senza vita nelle acque di Ponza nella tarda mattinata di giovedì 27 agosto. Il corpo del giovane è affiorato al largo di Punta Papa, nella zona nord-occidentale dell’isola, a circa 300 metri dalla costa in località Le Forna.
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Al momento del ritrovamento il ragazzo indossava pinne e maschera. A lanciare l’allarme sono state alcune persone che si trovavano a bordo di un’imbarcazione e che hanno immediatamente attivato i soccorsi. Sul posto sono intervenuti il personale sanitario del 118, gli uomini della Guardia Costiera e la Guardia di Finanza.
Le circostanze del decesso restano da accertare. Il giovane si sarebbe diretto nella zona per un’immersione nella mattinata, ma non è ancora chiaro cosa sia accaduto successivamente. La Procura di Cassino ha disposto l’autopsia per individuare con precisione le cause della morte e fornire elementi utili alla ricostruzione dell’accaduto.
Tra le ipotesi prese in considerazione ci sarebbero un possibile malore o una difficoltà sopraggiunta durante l’immersione. In un primo momento era stata valutata anche l’eventualità di un incidente nautico, ma i primi accertamenti avrebbero escluso l’impatto con l’elica di un’imbarcazione, non essendo state riscontrate lesioni compatibili sul corpo.
Marzio Giangiulio, residente a Roma insieme alla famiglia, era molto conosciuto sull’isola, dove trascorreva la stagione estiva lavorando nell’impresa familiare specializzata nel giardinaggio e nella manutenzione del verde. Nel tempo libero coltivava la passione per le immersioni e per il mare.
Dopo il recupero, la salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino, dove sarà eseguito l’esame autoptico. Gli accertamenti dovranno stabilire anche se il decesso sia avvenuto per annegamento e contribuire a determinarne l’orario.
La notizia ha suscitato profondo sconcerto a Ponza, dove il 22enne e suo padre erano conosciuti e stimati per l’attività svolta durante i mesi estivi.


