Pontinia si mobilita per la tutela della filiera bufalina italiana e aderisce alle sollecitazioni partite da Caserta per chiedere al Ministero dell’Agricoltura interventi urgenti sulla corretta etichettatura della cagliata bufalina d’importazione.
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Con una deliberazione di Giunta immediatamente eseguibile, il Comune ha aderito all’iniziativa promossa dal Codacons di Caserta e dal SIAAB, Sindacato Allevatori e Agricoltori bufalini e bovini, rivolgendo la propria richiesta al MASAF, al ministro Francesco Lollobrigida e alle altre autorità competenti.
Al centro dell’iniziativa c’è la richiesta di adottare il Decreto attuativo degli articoli 13 e 14 della Legge 21 aprile 2026 n. 75, recante disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani, e di intervenire sulla corretta indicazione della cagliata utilizzata nelle produzioni.
Secondo le realtà che hanno promosso l’iniziativa, infatti, l’omessa indicazione del termine cagliata, sostituito dalla semplice dizione latte, rischierebbe di determinare una comunicazione non trasparente sulla natura delle materie prime impiegate, considerando che la cagliata è un semilavorato differente dal latte crudo o pastorizzato e può provenire dall’estero.
Per Pontinia non si tratta di un tema nuovo. Già il 4 settembre dello scorso anno il sindaco Eligio Tombolillo aveva convocato una riunione con sindaci e operatori del comparto per affrontare i possibili rischi per le produzioni locali derivanti dall’impiego di latte congelato e cagliata di provenienza estera.
«Chiediamo l’applicazione di quegli articoli – ha precisato Tombolillo – ed in coerenza con l’apposito regolamento europeo sollecitiamo l’adozione della Circolare Ministeriale relativa alla corretta etichettatura per la cagliata bufalina d’importazione. Solo il concreto ricorso a tali strumenti permetterà la certezza del Diritto, la massima trasparenza per i consumatori e la leale concorrenza tra gli operatori della filiera».
L’iniziativa assume particolare rilevanza anche per il ruolo ricoperto da Pontinia come Comune capofila del neonato Distretto Agroalimentare per i prodotti derivati bufalini dell’Agro Pontino. L’amministrazione ha quindi trasmesso le stesse argomentazioni agli altri dieci Comuni della provincia di Latina coinvolti nel progetto, invitandoli ad adottare un analogo atto deliberativo e a fare fronte comune.
L’obiettivo è costruire un’azione condivisa tra il territorio pontino e quello campano per chiedere maggiore trasparenza nelle produzioni e tutelare allevatori, operatori della filiera e consumatori.


