L’associazione TuteliAMO Borgo Carso torna sulla vicenda dell’impianto biogas dopo la lettera di risposta al comunicato stampa diffuso lo scorso 6 agosto, inviata dal direttore di Retina OP.11 Srl Franco Torra.
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L’associazione interviene innanzitutto su un passaggio della lettera nel quale si legge: «Non si può dire che l’autorizzazione PAS era illegittima perché il Comune non ha potuto effettuare le verifiche».
Secondo TuteliAMO Borgo Carso, il virgolettato sembrerebbe essere attribuito all’associazione, che precisa tuttavia di non aver mai formulato tale affermazione nel proprio comunicato stampa.
Il gruppo rende poi noto che il 10 agosto è pervenuta la risposta della responsabile della Funzione Precontenzioso del GSE alla richiesta di accesso civico generalizzato, presentata ai sensi del decreto legislativo 33/2013.
Secondo quanto riferito dall’associazione, l’esito è stato un diniego della documentazione richiesta, sia da parte di Neoagronergie Srl sia da parte di Retina OP.11 Srl.
Nella motivazione riportata da TuteliAMO Borgo Carso si evidenzia come la richiesta, per la sua ampiezza, sarebbe idonea a ricomprendere documentazione di natura altamente riservata, tra cui il piano economico-finanziario del progetto, i contratti di approvvigionamento della biomassa, le analisi tecnico-economiche e i dati industriali.
L’eventuale accesso a tale documentazione, secondo la motivazione riportata nel comunicato, determinerebbe un concreto pregiudizio agli interessi economici e commerciali, esponendo a soggetti terzi informazioni e know-how e compromettendo la posizione competitiva sul mercato.
«Pur ribadendo la disponibilità ad ogni forma e opportunità di confronto con gli interlocutori – afferma TuteliAMO Borgo Carso –, va detto che il diniego del GSE alla richiesta di accesso civico, con il quale si inibisce la visione della documentazione, ci pone, come cittadini coinvolti nella vicenda, dinanzi ad una grave situazione di disparità e carenza informativa, sconfinanti nella oggettiva impossibilità di replica e difesa».
L’associazione conclude spiegando di rimanere in attesa degli sviluppi della vicenda.


