Avrebbe sottoposto la moglie e i tre figli minori, di 5, 4 e 3 anni, a reiterate condotte violente e vessatorie. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino tunisino, gravemente indiziato dei reati di maltrattamenti contro familiari o conviventi e lesioni personali.
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Il provvedimento è stato emesso dal Gip del Tribunale di Cassino su richiesta della Procura della Repubblica di Cassino, diretta dal procuratore Carlo Fucci. L’indagine ha preso il via nei giorni scorsi da una segnalazione arrivata al numero di pubblica utilità 117 della Guardia di Finanza. I militari del Gruppo di Cassino sono intervenuti tempestivamente a tutela della donna e dei suoi tre figli. Durante l’intervento, la donna ha riferito ai finanzieri una situazione di grave disagio e paura vissuta all’interno del contesto familiare, raccontando di presunte e ripetute condotte violente e vessatorie da parte del marito che avrebbero coinvolto anche i bambini.
La segnalazione ha consentito di attivare immediatamente le procedure previste per la tutela delle vittime di violenza domestica e familiare nell’ambito del cosiddetto “Codice Rosso”. Sotto il coordinamento della Procura di Cassino, i finanzieri hanno quindi svolto gli approfondimenti investigativi necessari per ricostruire i fatti denunciati e verificare la situazione di rischio rappresentata dalla donna. Dopo l’emissione dell’ordinanza, l’uomo è stato rintracciato e arrestato, per poi essere condotto nella Casa Circondariale di Cassino a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
La Guardia di Finanza sottolinea come l’operazione evidenzi l’importanza della tempestiva segnalazione delle situazioni di violenza e sopraffazione all’interno delle mura domestiche e della collaborazione tra Procura e Forze di polizia, soprattutto quando sono coinvolti soggetti particolarmente vulnerabili come i minori. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato deve essere considerato non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.


