Quarantacinque giorni di attività, 1.981 operatori coinvolti e 6.800 pasti preparati per sostenere le squadre impegnate nella prevenzione e nella lotta agli incendi. Si è conclusa l’esperienza del Gemellaggio AIB 2026 ospitato a Fondi, dove dal 5 luglio al 18 agosto il DSEFIC Lazio e R2 Executive Team hanno gestito la cucina del campo organizzato dalla Direzione Regionale Lazio della Protezione Civile e dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile.
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Durante il periodo di attività, i volontari provenienti da Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna hanno affiancato le realtà locali nelle operazioni contro l’emergenza incendi. A garantire il supporto alimentare sono stati anche venti cuochi professionisti del DSEFIC, appartenenti alle delegazioni regionali di Lazio, Campania, Sicilia e Friuli, che si sono alternati in turni settimanali lavorando insieme ai volontari del Coordinamento Territoriale della Protezione Civile FEPIVOL.
Il sostentamento quotidiano del contingente è stato assicurato attraverso “Cucina Italia”, un modulo container attrezzato per operare nelle grandi emergenze, progettato per garantire separazione delle linee alimentari dedicate alle diete speciali, elevati standard igienico-sanitari, importanti volumi di produzione e rapidità di dispiegamento.
I numeri restituiscono la dimensione dell’attività svolta: nel campo si sono alternati complessivamente 1.981 operatori provenienti dalle quattro regioni coinvolte, mentre i cuochi volontari e il personale FEPIVOL hanno prodotto 6.800 pasti. Un supporto logistico che ha consentito alle squadre operative di concentrarsi sulle attività di monitoraggio e lotta attiva agli incendi.
Il Gemellaggio AIB ha rappresentato anche un’occasione di collaborazione tra professionalità differenti. Cuochi, volontari della logistica e operatori antincendio boschivo hanno lavorato all’interno dello stesso dispositivo, mettendo a disposizione competenze diverse con l’obiettivo comune di garantire continuità ed efficacia alle operazioni sul territorio.
L’esperienza di Fondi conferma così il ruolo dei gemellaggi AIB tra le diverse regioni italiane come modello di intervento integrato, nel quale le componenti operative e quelle logistiche collaborano per assicurare una risposta coordinata durante le emergenze.



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