Un nuovo spazio per riscoprire il patrimonio storico e naturalistico sulle sponde del lago di Bracciano. Nell’area archeologica di Vicarello, all’interno del Parco Naturale Regionale Bracciano-Martignano, è stata inaugurata la «Casa di Ledo», con l’obiettivo di restituire vita e fruibilità a un luogo in cui natura, archeologia e memoria si intrecciano.Immersa tra ulivi, cipressi e una rigogliosa vegetazione, l’area conserva importanti testimonianze di epoca romana. Qui si trovano i resti della cosiddetta Villa di Domiziano, complesso databile al I secolo d.C. che, secondo alcune ipotesi, sarebbe invece riconducibile a Lucio Iunio Cesennio Peto. Nelle vicinanze è inoltre visibile un tratto dell’Acquedotto di Traiano, ulteriore testimonianza della stratificazione storica del territorio.L’inaugurazione è stata accompagnata dallo spettacolo «Miti d’acqua» di O’Thiasos TeatroNatura, con Sista Bramini e le musiche per viola eseguite dal vivo da Camilla Dell’Agnola. Ispirato alle «Metamorfosi» di Ovidio, il percorso artistico ha messo in relazione i miti legati all’acqua con il paesaggio e la storia dell’area. La giornata si è poi conclusa con una degustazione dedicata alle eccellenze enogastronomiche locali.«La Casa di Ledo rappresenta perfettamente la nostra idea di Parco: non soltanto un territorio da tutelare, ma un patrimonio da far conoscere, vivere e amare – dichiara Ivano Iacomelli, commissario dell’Ente Parco –. Questo luogo racchiude natura, storia, archeologia e cultura e proprio per questo può diventare un punto di riferimento per una nuova forma di valorizzazione del territorio».Iacomelli ha inoltre ringraziato per la presenza l’assessore regionale Fabrizio Ghera, il consigliere regionale e capogruppo di Forza Italia in Regione Lazio Giorgio Simeoni e i sindaci di Bracciano e Trevignano Romano, sottolineando il ruolo della collaborazione istituzionale: «Quando Regione, Comuni ed Ente Parco lavorano insieme, diventa possibile costruire progetti capaci di restituire centralità a luoghi che per troppo tempo sono rimasti ai margini dei grandi circuiti di fruizione».Per il commissario l’apertura rappresenta soltanto una prima tappa: «La nostra volontà è quella di proseguire su questa strada, creando altre occasioni nelle quali la bellezza del paesaggio possa incontrare la cultura, l’arte e le comunità locali. La Casa di Ledo non deve essere considerata un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso di valorizzazione più ampio».Sulla stessa linea il direttore dell’Ente Parco, Massimo Sabatini: «Dal punto di vista tecnico, la valorizzazione della Casa di Ledo si inserisce pienamente nella strategia dell’Ente finalizzata a promuovere una fruizione sostenibile e consapevole del patrimonio naturalistico, storico e archeologico. Il valore di questi luoghi risiede proprio nella loro capacità di raccontare, contemporaneamente, la storia dell’uomo e quella del paesaggio».La sfida, secondo Sabatini, è coniugare accessibilità e tutela: «Il nostro compito è garantire tutela e conservazione, ma anche creare le condizioni affinché questo patrimonio possa essere conosciuto e apprezzato nel rispetto degli equilibri ambientali». Il direttore ha infine rivolto un ringraziamento alla squadra che ha curato l’organizzazione dell’iniziativa.Con la Casa di Ledo, l’Ente Parco punta dunque ad ampliare le occasioni di conoscenza e fruizione del territorio, trasformando il patrimonio ambientale e archeologico in un’esperienza aperta a cittadini e visitatori, nel rispetto dell’identità e della fragilità dei luoghi.
BRACCIANO | Inaugurata la «Casa di Ledo», natura e archeologia si incontrano a Vicarello


