«Continuare a sostenere che investire nella difesa significhi preparare la guerra vuol dire, nella migliore delle ipotesi, non aver compreso cosa sia davvero la deterrenza; nella peggiore, alimentare una narrazione populista che, per mero tornaconto elettorale, preferisce fare leva sulle paure dei cittadini anziché spiegare come si difende davvero la pace».
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Lo afferma l’europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo, presidente della Delegazione UE-NATO, intervenendo nel dibattito sulle recenti dichiarazioni del leader del Movimento 5 Stelle in materia di difesa.
Secondo De Meo, la difesa può essere paragonata a un’assicurazione: «Nessuno la sottoscrive perché spera che si verifichi un incidente, ma perché vuole essere protetto se quell’incidente dovesse verificarsi». Da qui la convinzione che rafforzare le capacità militari, proteggere infrastrutture strategiche, reti energetiche, cavi sottomarini, sistemi di cybersicurezza e capacità di risposta alle minacce ibride significhi rendere meno probabile qualsiasi aggressione, contribuendo così alla tutela della pace.
L’eurodeputato sottolinea inoltre il ruolo della NATO e dell’Unione europea, che a suo giudizio devono continuare a investire nella deterrenza «non perché abbia fallito, ma perché continui a funzionare».
Infine, De Meo respinge la contrapposizione tra investimenti nella sicurezza e spesa sociale: «Chi contrappone sicurezza e welfare racconta una falsa alternativa. Senza sicurezza non esistono né crescita economica, né libertà, né diritti sociali da difendere».


