Il Circolo del Partito Democratico di Terracina interviene sullo sgombero dell’insediamento abusivo di via Ponte di Ferro, chiedendo una gestione che coniughi legalità, tutela dei diritti e prevenzione dello sfruttamento. Secondo la vicesegretaria del Pd Monica Saccoccia, esperta in materia di immigrazione e asilo politico, il dibattito si è concentrato prevalentemente sugli aspetti amministrativi e di ordine pubblico, trascurando la condizione delle persone coinvolte.
Leggi sullo stesso argomento
TERRACINA | Città e turismo, Norcia attacca: “Estate senza decoro, manca una guida politica”
LATINA | FdI replica all’opposizione: “Con l’Amministrazione Celentano risultati concreti”
SEZZE | Acqualatina, Europa Verde attacca: “L’acqua torni davvero pubblica”
«Da una parte – afferma – vi è chi avrebbe costruito un sistema fondato sul profitto ricavato dalla vulnerabilità delle persone; dall’altra decine di cittadini stranieri che avevano costruito lì la propria vita, pagando un affitto e facendo arrivare anche le proprie famiglie». Il Pd ricorda che l’insediamento occupava circa 8 mila metri quadrati, comprendeva 39 unità abitative, altre in costruzione, oltre a magazzini e uffici, e ospitava 72 cittadini stranieri, tra cui 23 minori accompagnati. Una realtà, sottolineano i dem, caratterizzata da abusivismo edilizio, affitti in nero, possibili forme di sfruttamento lavorativo e gravi carenze igienico-sanitarie.
Pur ribadendo la necessità di contrastare l’abusivismo, il partito evidenzia come la presenza di famiglie e minori imponesse una gestione attenta anche sotto il profilo sociale. «Ripristinare la legalità è giusto e necessario – sostiene Saccoccia – ma farlo senza lasciare sole le vittime dello sfruttamento è un dovere morale oltre che istituzionale». Tra le criticità segnalate anche la situazione successiva allo sgombero. Secondo il Pd, molte delle persone coinvolte continuerebbero a permanere nell’area, priva di acqua potabile e senza una soluzione abitativa stabile o un adeguato percorso di presa in carico.
Sul piano politico interviene anche il segretario cittadino e capogruppo consiliare Pierpaolo Chiumera, che critica il silenzio dell’Amministrazione comunale. «Di fronte a una vicenda che intreccia legalità, sfruttamento del lavoro, abusivismo edilizio, emergenza abitativa e tutela dei minori – afferma – ci saremmo aspettati una presa di posizione del sindaco e della giunta. Colpisce che il ministro dell’Interno abbia rivendicato pubblicamente l’operazione, mentre dal Comune non sia arrivata alcuna riflessione su quanto accaduto e sulle misure necessarie per evitare il ripetersi di situazioni analoghe».
Il Pd chiede inoltre di fare chiarezza sui controlli effettuati negli anni, osservando che un insediamento di tali dimensioni non può essersi sviluppato in poco tempo senza emergere. Per questo il gruppo consiliare propone la convocazione urgente delle Commissioni Servizi Sociali, Ambiente e Urbanistica, con il coinvolgimento di Comune, Prefettura, Forze dell’Ordine, Polizia Locale, Asl, Ispettorato del Lavoro e Terzo Settore. L’obiettivo, conclude il partito, è costruire «un piano permanente di controlli nelle aree maggiormente esposte al rischio di sfruttamento, una rete di sostegno per le persone vulnerabili e un coordinamento stabile tra tutti gli enti competenti», affinché la lotta all’illegalità sia accompagnata dalla tutela di chi ne è vittima.


