La sicurezza a Terracina non può più limitarsi a una mozione approvata in Consiglio comunale e mai realmente attuata. È quanto sostiene Arcangelo Palmacci, segretario provinciale e locale di Azione, che interviene sul tema dopo i recenti episodi di cronaca che hanno interessato la città, tra cui i furti e le rapine ai danni dell’ex calciatore napoletano e dell’ex vicesindaco. Secondo Palmacci, la questione non riguarda esclusivamente l’ordine pubblico, ma una più ampia perdita di fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nella capacità dell’amministrazione di governare il territorio.
Leggi sullo stesso argomento
TERRACINA | Nasce il Garante dell’Infanzia, nominata Patrizia Renzelli
TERRACINA | Sgombero di via Ponte di Ferro, il Pd: “Colpire chi sfrutta, non lasciare sole le vittime”
TERRACINA | Chiumera propone una Consulta intercomunale sulla disabilità per il Distretto LT4
«Non si tratta di fatti isolati – afferma Palmacci– ma di un sentimento alimentato dall’accumularsi di tanti segnali quotidiani che, nel loro insieme, restituiscono l’immagine di una città in cui le regole si stanno indebolendo e la presenza delle istituzioni appare sempre meno visibile». Nel documento Azione richiama l’attenzione su una serie di criticità che, secondo il partito, contribuiscono ad alimentare la percezione di insicurezza: atti vandalici, schiamazzi notturni, abuso di alcol e droghe, traffico caotico, sosta selvaggia, inquinamento acustico, ma anche aree verdi trascurate, strade e marciapiedi dissestati, illuminazione insufficiente e arredi urbani poco curati.
Una situazione che, viene sottolineato, si accentua durante la stagione estiva, quando l’aumento delle presenze turistiche mette ulteriormente sotto pressione il territorio. «Il turismo rappresenta una grande opportunità economica – osserva Palmacci – ma richiede una capacità di governo che oggi appare insufficiente, con un equilibrio sempre più fragile tra residenti, attività economiche e visitatori». Al centro dell’intervento anche la mozione sulla sicurezza approvata dal Consiglio comunale il 14 ottobre 2025. Per Azione quel documento prevedeva interventi concreti, un rafforzamento dei controlli, maggiore coordinamento tra le istituzioni e il coinvolgimento della comunità, ma sarebbe rimasto sostanzialmente senza attuazione. «È diventata una promessa incompiuta – sostiene Palmacci – con un danno non solo amministrativo ma anche alla credibilità delle istituzioni. Ogni impegno disatteso rafforza l’idea che le decisioni pubbliche possano essere ignorate senza conseguenze».
Tra le proposte rilanciate da Azione figurano il potenziamento dei pattugliamenti, una presenza più costante delle forze dell’ordine nelle aree considerate più sensibili, il rafforzamento della Polizia Locale, un migliore coordinamento tra tutti gli enti coinvolti e il coinvolgimento di commercianti, gestori dei locali e operatori economici nella promozione di una cultura condivisa del rispetto delle regole. Per il partito, tuttavia, la sicurezza non può essere affidata esclusivamente ai controlli. «È anzitutto una condizione sociale – evidenzia Palmacci – che nasce da una città viva, ordinata e curata, dove gli spazi pubblici sono frequentati da famiglie, giovani, anziani, associazioni e attività culturali e commerciali».
Il segretario di Azione lega il tema della sicurezza anche alla qualità dello spazio urbano, sostenendo che illuminazione, manutenzione, decoro, servizi pubblici e luoghi di aggregazione rappresentino elementi fondamentali per rafforzare il senso di appartenenza e la fiducia dei cittadini. «La sicurezza è sapere che qualcuno c’è. È una strada illuminata, un marciapiede percorribile, un giardino curato, un giovane che trova spazi di aggregazione, un commerciante che non si sente solo. Una città sicura nasce dalla continuità dell’azione amministrativa, dalla credibilità delle istituzioni, dalla partecipazione dei cittadini e da una visione politica capace di prevenire i problemi, non solo di rincorrerli. La sfida di Terracina è ricostruire la fiducia nelle istituzioni, nelle regole e nella comunità, perché una città che perde fiducia è anche una città che perde sicurezza», conclude Palmacci.


