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Mondoreale > Blog > Politica > TERRACINA | Adesione alla rottamazione quinquies, Subiaco (EV): ” La rottamazione ricompatta tutto il centro destra sull’ennesimo condono fiscale”
Politica

TERRACINA | Adesione alla rottamazione quinquies, Subiaco (EV): ” La rottamazione ricompatta tutto il centro destra sull’ennesimo condono fiscale”

Ultimo aggiornamento: 7 Luglio 2026 12:12
Redazione Pubblicato 7 Luglio 2026
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Nella seduta di Consiglio Comunale del 2 Luglio scorso è stata approvata dalla maggioranza (FDI, Lega, Energia Civica e Gruppo Misto), a cui si sono uniti FI e Progetto Terracina, contrari Europa Verde e Sinistra Italiana, assente il PD, l’adesione alla rottamazione quinquies.

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“Stessa votazione anche per l’approvazione del regolamento per l’adesione alla definizione agevolata delle entrate comunali ai sensi dei commi da 102 a 109 dell’art. 1 della Legge 30 dicembre 2025, n. 199, con unica differenza, l’astensione significativa del gruppo misto che fa parte della maggioranza”, dichiara Gabriele Subiaco, Consigliere Comunale Europa Verde Terracina e Consigliere Nazionale di Europa Verde.

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“Stiamo parlando di un volume di crediti non riscossi di 10.568.709€ – prosegue – per la Rottamazione quinquies (risalenti al periodo 2000-2023, quindi di assai difficile esigibilità) e di 69.507.232€ per la definizione agevolata (relativi al periodo 2016-2020), questo nel caso in cui ci fosse una adesione completa, ma il tasso di adesione, anche in base agli esiti della rottamazione quater, si ipotizza che realisticamente si attesti attorno al 10%. Con un vantaggio per l’Ente di incassare residui attivi per euro 4.015.989,50€ in 6 anni”.

“In estrema sintesi – sottolinea – l’Ente, eliminando sanzioni ed interessi sul credito dovuto, rinuncia a quasi 2.7 milioni di euro, per ottenere entro i prossimi 6 anni una riduzione di 4 milioni di euro, quindi circa 600.000 € l’anno per i prossimi 6 anni, su un montante di residui, oggi presenti nel rendiconto dell’ente, di oltre 70 e non certo destinato a calare nei prossimi anni, dal momento che ogni anno il volume dei residui attivi aumenta di quasi 20 milioni. Se togliamo dai 69.507.232€, la quota relativa ai verbali del codice della strada legati al tutor della Galleria Monte Giove, di assai difficile esigibilità, che vale oltre il 50% del totale, questi effetti addirittura si dimezzano. In 6 anni, diventa meno di 2 milioni di euro la riduzione dei residui attivi e circa 1,5 milioni di euro la riduzione del fondo credito di dubbia esigibilità (FCDE), una goccia nel mare”.

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“E’ del tutto evidente – insiste – che la sostenibilità economico-finanziaria di questa operazione risulta praticamente nulla dal punto di vista del rapporto costi/benefici ed i suoi effetti sul Bilancio (riduzione dei residui attivi e del fondo crediti di dubbia esigibilità) appaiono del tutto irrilevanti e bisognerebbe essere onesti nel dire che l’unica motivazione di questa operazione è di natura prettamente politica, dal momento che siamo di fronte all’ennesimo condono che va a solleticare un certo elettorato, ma che lancia un pessimo messaggio a chi le tasse le paga regolarmente, con il rischio che i cittadini comincino davvero a rinunciare di fare il proprio dovere fiscale, proprio sapendo che poi arrivano le sanatorie, mettendo sullo stesso piano chi le tasse le ha pagate nel 2016 e chi decide, con tutto comodo, di iniziare a pagarle oggi con 72 comode rate da evadere nei prossimi 6 anni. Penalizzando, in questo modo, chi rispetta gli obblighi fiscali, non perché è ricco, ma perché fa anche dei sacrifici per rispettarli, e giustificando chi invece non li rispetta, che viene trattato con comprensione e magnanimità da questa Amministrazione, pronta a giustificare chi non paga, in nome, ancora, della crisi del periodo covid, delle bollette energetiche, del caro prezzi e di altre eventuali calamità bibliche”. 

“Invece di continuare a fare condoni, bisognerebbe invece fare davvero l’interesse dell’Ente e non della politica,  – afferma – distribuendo “mancette” elettorali a beneficio di una certa politica che ancora considera le tasse “pizzo di Stato”, continuando non con i condoni, fortemente criticati anche dalla Corte dei Conti, ma puntando, vista anche la lamentata scarsità di personale, su misure strutturali, come”:

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– intervenire in maniera incisiva e prioritaria sulla capacità di riscossione che rimane problematica per l’Ente, attestandosi abbondantemente sotto il 50% dell’accertato annuo. Difficoltà di trasformare gli accertamenti in incassi che fa crescere anno dopo anno i residui attivi, cioè i crediti dichiarati esigibili ma non riscossi;

– intraprendere una seria lotta all’elusione e all’evasione fiscale con azioni mirate di contrasto, ponendosi degli obiettivi di recupero delle entrate ben definiti, temporalmente e quantitativamente, cominciando ad incrociare le banche dati dell’Ente con le utenze elettriche e i contratti di locazione estratti dal Siatel e gli elenchi delle attività commerciali o produttive, automatizzando una serie di controlli tesi a verificare alcune criticità storiche nell’applicazione di IMU, TARI, CUP (residenze fittizie, categorie catastali degli immobili, superfici dichiarate e quelle effettivamente calpestabili, censimento delle attività imponibili ai fini dell’applicazione del canone unico patrimoniale).

“Questo consentirebbe davvero un recupero sostanziale e non marginale di risorse ed un significativo abbattimento dei residui attivi iscritti a Bilancio e di conseguenza della quota di FCDE accantonato che oggi blocca risorse importanti, non disperdendo, con i condoni fiscali, tutta l’importante attività accertativa e di recupero, avviata dall’Ente negli ultimi anni, che invece dovrebbe essere potenziata, cercando di arrivare alla definizione delle diverse posizioni dal punto di vista della reale esigibilità del credito, facendo quantomeno pulizia dal punto di vista dei residui attivi, riducendo il FCDE e liberando risorse. Ma ci vuole coraggio politico per fare questo, ed allora il centrodestra compatto, preferisce continuare a lisciare il pelo ad un certo elettorato con i condoni fiscali: è più facile e porta più voti”, conclude Gabriele Subiaco.

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