Il sindaco di Sabaudia difende l’operato del Comune dopo la sospensione del riconoscimento FEE e annuncia nuove misure per la sicurezza. Il Pd attacca: «Teatro dell’assurdo». All’indomani della sospensione della Bandiera Blu da parte della Fondazione FEE Italia, il sindaco di Sabaudia Alberto Mosca respinge le accuse e attribuisce il mancato presidio delle spiagge libere alla carenza nazionale di assistenti bagnanti. A margine dell’incontro in Prefettura che ha sancito la convenzione per il potenziamento della sorveglianza balneare sui litorali di Latina, Sabaudia e San Felice Circeo con il supporto dei Vigili del Fuoco, il primo cittadino ha ricordato che il Comune aveva pubblicato un bando per affidare in concessione sette postazioni di salvataggio sulle spiagge libere, ma la gara è andata deserta.
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«Non è stato un problema di parametri o di condizioni economiche – ha spiegato Mosca – che erano persino più favorevoli rispetto agli anni precedenti. Il vero nodo è la forte carenza di personale con brevetto da bagnino, una criticità che riguarda tutto il Paese e che un ente locale non può essere chiamato a scontare». Per rafforzare la sicurezza, l’amministrazione comunale ha annunciato una serie di interventi urgenti. Tra questi una convenzione con un’organizzazione del Terzo settore per l’impiego di un’unità cinofila da salvataggio con conduttore abilitato, l’attivazione di un’ambulanza dedicata ai tratti di spiaggia libera più frequentati e un servizio gratuito di trasporto per anziani e persone con difficoltà motorie, dotato anche di sedia “Job” per l’accesso alla battigia.
Nel frattempo il Comune dovrà trasmettere alla FEE la documentazione richiesta sulla distribuzione delle spiagge libere e sull’ubicazione delle postazioni di salvataggio, nel tentativo di evitare la revoca definitiva della Bandiera Blu, riconoscimento che Sabaudia ottiene da 25 anni. Dura la replica del Partito Democratico. I consiglieri comunali Giancarlo Massimi e Simone Brina, insieme al segretario cittadino Luca Mignacca, accusano l’amministrazione di aver ignorato le criticità del bando. «In Consiglio comunale ci era stato assicurato che ci sarebbe stato un forte interesse da parte degli operatori – affermano –. Avevamo invece evidenziato come la formula del partenariato pubblico-privato, alcune prescrizioni gestionali e i requisiti economici richiesti avrebbero scoraggiato la partecipazione, soprattutto delle imprese locali. È esattamente quanto è accaduto. Basta con questo teatro dell’assurdo».


