Il progetto delle Unità di Rete (Udr) del Trasporto pubblico locale nasce con la legge regionale 28 del 2019, approvata durante la presidenza di Nicola Zingaretti. A ricostruire l’iter che ha portato all’attuale riorganizzazione è il dottor Giuseppe Simeone, amministratore unico di Astral Spa, che in una nota ripercorre le tappe del provvedimento e replica alle critiche emerse negli ultimi mesi.
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Secondo Simeone, la Regione Lazio affidò all’Università La Sapienza il compito di elaborare il progetto, attraverso un percorso di confronto con i Comuni sfociato nelle delibere di Giunta regionale n. 912 del 2019 e n. 617 del 2020. Successivamente, con la delibera n. 740 del 2022, la Giunta regionale trasmise ad Astral tutta la documentazione, indicando di avviare le procedure di gara.
“Abbiamo ereditato un pacchetto già pronto e chiuso, la cui modifica non era nelle nostre possibilità”, sottolinea Simeone, evidenziando come Astral abbia semplicemente dato esecuzione agli indirizzi ricevuti.
L’amministratore unico spiega che le criticità del progetto sarebbero emerse soltanto dopo la conclusione delle gare e l’affidamento delle prime Udr, quando è diventata evidente una “forte discordanza tra il progetto e le reali esigenze dei Comuni e dei cittadini”.
“Abbiamo scoperto che la riforma era totalmente lacunosa”, afferma Simeone, spiegando che Astral ha scelto di non attribuire responsabilità ad altri, ma di avviare un confronto diretto con ogni singolo Comune per adeguare il progetto alle necessità dei territori.
“Avremmo potuto fare polemica, invece abbiamo operato con grande senso di responsabilità; responsabilità che spesso manca proprio a chi questa riforma la critica pur avendola ideata”, prosegue la nota.
Infine, Simeone ribadisce l’impegno dell’attuale amministrazione regionale: “Oggi ci siamo noi e, su mandato del presidente Francesco Rocca, faremo tutto il possibile per correggere gli errori fatti in passato e rendere questa riorganizzazione del Trasporto pubblico locale davvero rispondente alle esigenze dell’utenza”.


