«Quando si parla di salute e di tutela della fertilità, le divisioni politiche devono lasciare spazio alla capacità di trovare soluzioni concrete nell’interesse dei cittadini. Il mio impegno è costante, iniziato con la battaglia per il riconoscimento dell’endometriosi: anche in questo caso abbiamo previsto, per le donne che ne sono affette, la possibilità di ricorrere alla conservazione degli ovuli indipendentemente dallo stadio della patologia. L’approvazione in Consiglio regionale dell’emendamento sulla crioconservazione degli ovociti e del liquido seminale maschile, nella formulazione da me integrata, rappresenta un risultato importante e dimostra che, sui temi della salute, la convergenza tra maggioranza e opposizione può tradursi in misure concrete», dichiara Orlando Angelo Tripodi, consigliere regionale di Forza Italia e vicepresidente della commissione Sanità, commentando l’approvazione della norma, che prevede uno stanziamento di 300mila euro per il 2027, quale annualità sperimentale, destinato a sostenere la crioconservazione dei gameti e a valutare i fabbisogni per gli anni successivi.
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«Ho ritenuto fondamentale integrare la proposta presentata dalla consigliera Eleonora Mattia con un riferimento esplicito alla prevenzione dell’infertilità maschile e alla crioconservazione del liquido seminale. La fertilità non è una questione che riguarda soltanto le donne: anche la salute riproduttiva degli uomini merita attenzione, prevenzione e risorse adeguate. È un tema di salute pubblica che richiede una visione complessiva e non interventi parziali», continua Tripoli.
«Il voto favorevole rappresenta un segnale politico significativo. La Regione Lazio dimostra che, quando l’obiettivo è tutelare la salute e offrire nuove opportunità alle persone che desiderano costruire una famiglia, è possibile superare gli steccati ideologici e lavorare insieme. Il sostegno della maggioranza e della Giunta Rocca conferma la volontà di affrontare con concretezza una materia delicata come quella della fertilità. Ora sarà importante dare attuazione alla misura, monitorarne gli effetti e comprendere i reali fabbisogni del territorio, affinché la sperimentazione possa tradursi in un sostegno strutturale alla prevenzione e alla tutela della salute riproduttiva, sia femminile sia maschile», conclude Tripodi.


