Undici sommozzatori operativi a fronte di una pianta organica di 28 unità e un turno di servizio già soppresso per mancanza di personale. È questo il quadro denunciato da Europa Verde Lazio sulla situazione del Nucleo Sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Roma, definita ormai insostenibile e finita al centro di un’interpellanza parlamentare presentata alla Camera dall’On. Luana Zanella e Zaratti. Secondo quanto evidenziato nell’interpellanza, dal 22 giugno il Nucleo romano è stato costretto a sospendere uno dei quattro turni operativi, lavorando con appena 11 specialisti pienamente operativi rispetto ai 28 previsti dall’organico. Una situazione che, secondo i firmatari, compromette la continuità del soccorso tecnico urgente nella Capitale e in tutto il Lazio.
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Europa Verde sottolinea come la crisi non sia il risultato di eventi imprevedibili, ma di scelte organizzative contestate già nel 2024 dall’Unione Sindacale di Base (USB). Il sindacato aveva infatti chiesto al Dipartimento dei Vigili del Fuoco di rinviare di pochi giorni la pubblicazione del bando per la selezione dei nuovi sommozzatori, attendendo la conclusione del corso per Capo Squadra Specialista Sommozzatore. Secondo l’USB, questa diversa pianificazione avrebbe consentito di mantenere in servizio sei operatori in più nel comando di Roma, evitando gli attuali squilibri. La proposta, tuttavia, venne respinta dall’Amministrazione per esigenze organizzative e procedurali. L’interpellanza evidenzia inoltre come il problema riguardi ormai l’intero territorio nazionale. La carenza di personale costringe infatti il Corpo Nazionale a trasferire continuamente sommozzatori tra i vari comandi, con costi elevati per missioni, trasferte e logistica, senza risolvere in maniera strutturale le criticità.
Un esempio concreto viene indicato nelle operazioni di ricerca della persona dispersa nel Lago di Vico, in provincia di Viterbo, dove stanno operando nuclei provenienti da Napoli, Milano, Cagliari, Firenze, Reggio Calabria e Teramo, mentre il Nucleo di Roma, pur territorialmente competente, non sarebbe nelle condizioni di garantire autonomamente il dispositivo di ricerca. Particolarmente preoccupante, secondo i promotori dell’interpellanza, è anche quanto accaduto nelle scorse settimane sul Tevere. In occasione di due tentativi di suicidio avvenuti nelle ore notturne dal Ponte dell’Industria, a poche decine di metri dalla sede del Nucleo Sommozzatori, il reparto non avrebbe potuto intervenire direttamente proprio perché il turno notturno risultava sospeso per insufficienza di organico.
Tra le criticità segnalate figura anche il progressivo depotenziamento del Centro Addestramento Sommozzatori di Capannelle, storico polo nazionale per la formazione degli specialisti. Secondo Europa Verde, il ridimensionamento della struttura rischia di compromettere anche la formazione dei futuri sommozzatori, aggravando ulteriormente una crisi destinata a diventare strutturale. Per questo l’interpellanza chiede al Ministro dell’Interno di intervenire con urgenza, prevedendo una procedura straordinaria per il comando di Roma, un nuovo sistema di gestione degli organici dedicato agli specialisti, un piano pluriennale di assunzioni e formazione e la piena riattivazione del Centro Addestramento di Capannelle.
«Non parliamo soltanto di numeri o di organizzazione interna – affermano i co-portavoce regionali di Europa Verde Lazio, Guglielmo Calcerano e Filippo Treiani – ma della capacità di garantire interventi tempestivi in situazioni di emergenza. Garantire la sicurezza dei cittadini significa mettere i Vigili del Fuoco e i loro reparti specialistici nelle condizioni di svolgere pienamente il proprio lavoro».



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