I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, su delega della Procura della Repubblica di Roma, hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma – Sezione del Giudice per le Indagini Preliminari – con cui sono state disposte due custodie cautelari in carcere, una misura degli arresti domiciliari e il divieto di esercizio dell’attività d’impresa per dodici mesi nei confronti di quattro persone gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio.
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Tra i destinatari della misura figurano anche i due imprenditori nei cui confronti, lo scorso 7 luglio, era stato eseguito un sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per oltre 4 milioni di euro, disposto nell’ambito della stessa indagine.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, le indagini avrebbero consentito di individuare, attraverso approfondimenti economici e finanziari, condotte distrattive e di autoriciclaggio poste in essere tra il 2021 e il 2025 a danno dei creditori di una società operante nel settore della ristrutturazione edilizia, costituita nel 2014 e attiva su tutto il territorio nazionale.
La società, secondo gli inquirenti, avrebbe accumulato nel corso degli anni un’esposizione debitoria superiore a 180 milioni di euro. Le investigazioni avrebbero inoltre documentato il sistematico trasferimento di ingenti somme verso altri soggetti giuridici collegati agli indagati, nonché l’acquisto di immobili di pregio e beni di lusso per finalità estranee all’attività d’impresa, determinando nel tempo lo svuotamento delle casse societarie.
L’operazione, sottolinea la Guardia di Finanza, rientra nell’attività di contrasto ai reati previsti dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e mira ad aggredire i patrimoni illecitamente accumulati, a tutela della sicurezza economico-finanziaria e degli interessi dei creditori.


