Si è concluso con un evento pubblico il progetto “A Casa Nostra”, promosso dalla Cooperativa Sociale Diaconia nell’ambito dell’Investimento 1.2 “Percorsi di autonomia per persone con disabilità” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), promosso dal Distretto Sociale B e finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU.
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L’iniziativa, ospitata a Veroli e presentata da Pietro Di Alessandri, animatore territoriale di Confcooperative Lazio Sud, ha rappresentato il momento conclusivo di un percorso durato un anno che ha coinvolto 12 persone con lieve disabilità in un progetto finalizzato alla conquista di una maggiore autonomia personale, sociale e lavorativa.
All’incontro hanno preso parte, oltre ai beneficiari e alle loro famiglie, operatori, tutor aziendali e rappresentanti delle istituzioni, tra cui il sindaco di Veroli Germano Caperna, l’assessore alle Politiche Sociali Assunta Parente, la responsabile dell’Ufficio di Piano del Distretto Sociale B Francesca Fiorella, il direttore generale della Cooperativa Diaconia Loreto D’Emilio e il coordinatore del progetto Daniele Latini. Il progetto si è sviluppato attorno a quattro pilastri fondamentali – casa, territorio, formazione e lavoro – permettendo ai partecipanti di sperimentare esperienze di cohousing e residenzialità, percorsi educativi, formazione digitale, mobilità autonoma e tirocini professionalizzanti orientati all’inserimento lavorativo.
Determinante il lavoro dell’équipe multidisciplinare composta da coordinatore, psicologo, assistente sociale ed educatori, che ha accompagnato i beneficiari e le loro famiglie costruendo una rete di collaborazione con i servizi sociali del territorio. Nel corso dell’incontro, Francesca Fiorella ha evidenziato come “A Casa Nostra” rappresenti un modello innovativo nell’approccio alla disabilità, capace di offrire strumenti concreti per favorire l’autonomia e una piena partecipazione alla vita della comunità. «Abbiamo lavorato affinché queste persone potessero acquisire competenze e fiducia nelle proprie capacità», ha spiegato il coordinatore Daniele Latini. «Il progetto terminerà formalmente il 30 giugno con la conclusione del finanziamento PNRR, ma stiamo già lavorando per garantirne la continuità. I dodici beneficiari si trovano in una fase delicata, tra piena inclusione sociale e rischio di isolamento: interrompere questo percorso significherebbe disperdere risultati importanti», conclude Latini.
Anche il sindaco Germano Caperna ha sottolineato il valore dell’iniziativa, evidenziando come il progetto abbia saputo trasformare risorse e competenze in opportunità concrete di inclusione: «Il valore di “A Casa Nostra” va oltre i confini di Veroli: ha contribuito a creare una comunità aperta, dove persone provenienti da territori diversi hanno potuto conoscersi, crescere insieme e costruire nuove autonomie». Tra gli aspetti più significativi del percorso c’è stata l’esperienza lavorativa. Nove partecipanti hanno infatti svolto tirocini presso realtà del territorio, tra cui AICS, Diaconia, Fattoria Vetuscolana, Videocoop e il Monastero di Sant’Erasmo, mettendosi alla prova in contesti professionali reali e sviluppando competenze sia tecniche che relazionali.
Particolarmente emozionanti le testimonianze dei beneficiari e dei loro familiari, che hanno raccontato i cambiamenti vissuti durante l’anno: dalle prime esperienze di convivenza alla gestione autonoma degli spostamenti, dall’utilizzo delle tecnologie fino all’assunzione di nuove responsabilità nel mondo del lavoro. Durante la mattinata è stato inoltre proiettato il cortometraggio “Kairos”, ideato e realizzato da Chris Riccardi insieme ai partecipanti, che ha raccontato attraverso immagini e testimonianze il significato più autentico del percorso. A chiudere l’evento è stato il direttore generale della Cooperativa Diaconia, Loreto D’Emilio.
«Dietro i numeri ci sono persone, famiglie, emozioni e progetti di vita. La sfida è dare piena attuazione ai principi dell’articolo 38 della Costituzione e alle più recenti normative sulla disabilità, mettendo realmente al centro desideri, aspettative e percorsi di vita delle persone. Continueremo a collaborare con le istituzioni affinché queste esperienze possano proseguire e diventare opportunità stabili di inclusione sociale e lavorativa», aggiunge D’Emilio. L’obiettivo condiviso da istituzioni, terzo settore e famiglie è ora quello di individuare nuove risorse e strumenti che consentano di dare continuità ai percorsi avviati, trasformando le autonomie conquistate dai dodici beneficiari in occasioni permanenti di inclusione e partecipazione.









