Nuovo scontro sul futuro delle concessioni balneari a Terracina. Legambiente e Mare Libero bocciano senza appello il bando pubblicato dal Comune per l’assegnazione di 86 concessioni demaniali marittime e annunciano di aver presentato una segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), evidenziando presunti profili anticoncorrenziali e criticità nella procedura.
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Al centro delle contestazioni c’è innanzitutto la mancata approvazione definitiva del Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA), ancora fermo negli uffici comunali nonostante siano trascorsi oltre dodici mesi dall’invio delle prescrizioni da parte della Regione Lazio. Secondo le due associazioni, avviare gare per concessioni della durata fino a dieci anni senza una pianificazione definitiva del litorale rischia di compromettere qualsiasi progetto di riqualificazione futura e di creare incertezza per i nuovi operatori. «Ci saremmo aspettati gare davvero aperte, fondate su criteri chiari e accessibili a tutti – sostengono Legambiente e Mare Libero – e non procedure che rischiano di favorire chi già opera sul litorale e scoraggiare nuovi soggetti interessati a investire».
Tra gli aspetti contestati vi è anche il sistema di attribuzione dei punteggi. Le associazioni evidenziano come una parte significativa della valutazione tecnica premi l’esperienza maturata dagli attuali concessionari e il fatto che la concessione abbia rappresentato negli ultimi anni la principale o unica fonte di reddito del nucleo familiare. Una scelta che, secondo i promotori dell’esposto, rischierebbe di trasformare la gara in un rinnovo mascherato delle concessioni esistenti, limitando la concorrenza e le opportunità per nuovi operatori.
Critiche arrivano anche sul fronte ambientale. Legambiente e Mare Libero ritengono marginale il peso attribuito ai criteri di sostenibilità, tutela ecologica e riduzione dell’impatto visivo rispetto ad altri parametri considerati più favorevoli al mantenimento dell’attuale assetto del litorale.
Perplessità vengono espresse inoltre sul tema degli indennizzi ai concessionari uscenti. Le associazioni contestano l’incertezza sui criteri di calcolo e il rischio che i nuovi concessionari debbano sostenere costi non preventivabili al momento della partecipazione alle gare.
Nella nota congiunta vengono poi richiamate altre questioni legate alla gestione del demanio marittimo cittadino, tra cui l’accessibilità delle spiagge pubbliche per le persone con disabilità, la manutenzione degli accessi al mare, la presenza dei servizi di salvamento sugli arenili liberi e la necessità di una maggiore partecipazione pubblica nella definizione del Piano Arenili. «Non è questa la gara pubblica che il litorale di Terracina merita – affermano Legambiente e Mare Libero –. Chiediamo trasparenza, pari accesso alle opportunità e una gestione del mare che metta al centro la tutela ambientale e la fruizione pubblica delle spiagge».
Le due associazioni chiedono ora all’Antitrust di valutare il bando e verificare l’eventuale presenza di elementi in contrasto con i principi della libera concorrenza e della direttiva Bolkestein.


