Nuovo scontro politico a Sabaudia sul Piano delle antenne approvato dal Consiglio comunale. I gruppi consiliari di minoranza tornano a contestare il progetto, accusando l’amministrazione comunale di non aver raccontato in modo completo gli effetti della pianificazione approvata dalla maggioranza.
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Al centro della polemica c’è la prevista realizzazione di una struttura alta 32 metri nell’area adiacente alla ex Torre dell’Acquedotto progettata da Oriolo Frezzotti, uno dei simboli architettonici della città razionalista. Secondo i consiglieri di opposizione, l’amministrazione avrebbe richiamato in modo improprio una precedente interrogazione con la quale la stessa minoranza chiedeva la rimozione delle antenne attualmente installate sulla torre. Una richiesta che, precisano i consiglieri, era finalizzata a liberare il manufatto storico dagli impianti di telefonia mobile, ma non certo a sostituirli con una nuova struttura di dimensioni superiori.
«Il tema non riguarda la Torre in sé, ma il luogo in cui verrebbero ricollocate le antenne», sostengono i gruppi di minoranza. Secondo quanto emerso durante il dibattito consiliare, oltre ai due operatori già presenti sulla Torre dell’Acquedotto, altri due avrebbero manifestato interesse a installare i propri apparati nella stessa area, portando il numero complessivo degli operatori da due a quattro.
Per l’opposizione, la soluzione individuata dalla maggioranza avrebbe un forte impatto visivo e ambientale. La nuova struttura prevista dal Piano raggiungerebbe infatti i 32 metri di altezza, superando i 25 metri della Torre dell’Acquedotto e modificando in maniera significativa il paesaggio urbano, soprattutto in ingresso alla città.
Tra le criticità evidenziate figurano anche la presenza nelle immediate vicinanze di un asilo nido, della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, oltre al rischio di compromettere un’area verde pubblica che, secondo la minoranza, dovrebbe essere invece riqualificata e restituita pienamente alla fruizione dei cittadini.
I consiglieri ricordano inoltre di aver presentato in Consiglio comunale un emendamento per stralciare l’area dal Piano e avviare un confronto con gli operatori telefonici finalizzato a individuare soluzioni alternative per la delocalizzazione degli impianti esistenti. Una proposta che, sottolineano, è stata respinta dalla maggioranza.
Secondo la minoranza esistono tecnologie e sistemi di mimetizzazione già utilizzati in altri contesti urbani che consentirebbero di ridurre l’impatto paesaggistico delle infrastrutture per la telefonia mobile. La questione continua quindi ad alimentare il confronto politico cittadino, in attesa dell’incontro pubblico annunciato dall’amministrazione comunale per illustrare ai cittadini i contenuti del Piano antenne.


