Tre donne sono finite agli arresti domiciliari con l’accusa, a vario titolo, di furto di energia elettrica per un valore complessivo stimato in oltre 550mila euro. Il provvedimento è stato eseguito dai militari della Compagnia Carabinieri Roma Parioli e del 5° Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza, su delega della Procura della Repubblica di Roma.
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Le misure cautelari sono state disposte dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti delle tre indagate, già arrestate in flagranza di reato lo scorso 16 aprile e sottoposte agli arresti domiciliari.
L’indagine trae origine da una serie di controlli effettuati congiuntamente da Guardia di Finanza, Carabinieri, personale dei Gruppi Carabinieri Tutela Salute e Lavoro di Roma e tecnici di Areti Spa presso esercizi commerciali e sedi legali di società nella Capitale, finalizzati a verificare il rispetto delle normative penali, tributarie, finanziarie e in materia di lavoro e sicurezza alimentare.
I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di raccogliere ulteriori elementi a carico delle indagate, portando all’emissione delle nuove ordinanze cautelari. Secondo quanto accertato dagli investigatori, il furto di energia elettrica sarebbe stato realizzato attraverso la manomissione dei contatori in diversi esercizi commerciali.
Il danno economico provocato dalle condotte contestate è stato quantificato in oltre 550mila euro.
Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per le persone coinvolte vige il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.


