È stato firmato l’Accordo Integrativo Regionale (AIR) della medicina generale del Lazio, frutto di un lungo confronto tra la Regione e l’Intersindacale dei medici di medicina generale. A renderlo noto è Marina Pace, neo segretario regionale del Sindacato Medici Italiani (SMI) Lazio. Tra i punti principali dell’intesa c’è la completa volontarietà per i medici di famiglia nell’adesione alle ore di attività previste nelle Case di Comunità, una scelta che, sottolinea lo SMI, rappresenta un elemento di discontinuità rispetto al quadro nazionale e all’ultimo Accordo Collettivo Nazionale.
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L’accordo prevede inoltre la costituzione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), attese dal 2022, con la garanzia di autonomia gestionale e attenzione ai bisogni dei territori. I giovani medici con 400 assistiti non saranno obbligati a svolgere ulteriori ore nelle AFT, mentre le sei ore aggiuntive per chi supera i 1.500 pazienti resteranno su base volontaria. Tra le novità anche il riconoscimento del riposo compensativo dopo i turni notturni e la copertura dell’attività ambulatoriale attraverso le AFT. Prevista inoltre una valorizzazione economica della presa in carico dei pazienti cronici da parte dei medici di medicina generale.
Particolare attenzione è stata riservata alle tutele per la genitorialità e l’assistenza familiare. L’accordo estende infatti le garanzie per maternità, allattamento, adozioni e assistenza ai familiari fragili o ai medici stessi in condizioni di fragilità, colmando alcune lacune tipiche del regime libero-professionale convenzionato. «La nostra azione non finisce qui – ha dichiarato Marina Pace – e auspichiamo di poter tornare presto al tavolo con la Regione per affrontare le questioni ancora aperte».


