Prosegue l’attività di contrasto al caporalato e allo sfruttamento dei lavoratori nelle campagne della provincia di Latina. Negli ultimi sei mesi i Carabinieri del Comando Provinciale di Latina, insieme all’Ispettorato Territoriale del Lavoro e al Nucleo Ispettorato del Lavoro dell’Arma, hanno effettuato una serie di controlli mirati in 35 aziende agricole del territorio pontino.
Le verifiche hanno fatto emergere irregolarità in 18 aziende. Complessivamente sono stati controllati 136 lavoratori, tra cui 73 cittadini extracomunitari. Di questi, 24 sono risultati impiegati in modo irregolare e, in 14 casi, è stato accertato anche il mancato possesso di un valido permesso di soggiorno o di altra autorizzazione alla permanenza sul territorio nazionale.
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A seguito delle violazioni riscontrate, è stata disposta la sospensione dell’attività produttiva per 7 aziende agricole. Inoltre, 17 persone sono state denunciate a piede libero con accuse che vanno dall’intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro alle violazioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, comprese l’omessa sorveglianza sanitaria, la mancata valutazione dei rischi e l’impiego di lavoratori non regolarmente assunti. Nel corso di uno dei controlli, effettuato lo scorso aprile, i militari hanno anche sequestrato un immobile in stato di abbandono che era stato messo a disposizione di un bracciante agricolo come alloggio dal proprio datore di lavoro. Le sanzioni amministrative elevate superano gli 83 mila euro, mentre le ammende contestate ammontano a oltre 47 mila euro. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato che 8 delle aziende controllate beneficiano di fondi dell’Unione Europea.
Per questo motivo, alla luce delle gravi irregolarità emerse in materia di lavoro e sicurezza, è stata inviata una segnalazione all’AGEA affinché valuti l’eventuale sospensione o revoca dei finanziamenti concessi.
L’operazione rientra nel più ampio impegno delle istituzioni per contrastare lo sfruttamento lavorativo nel settore agricolo e garantire condizioni di lavoro dignitose, sicure e conformi alle norme vigenti.







