Si accende il dibattito sulla riforma dei criteri di classificazione dei Comuni montani e sui possibili effetti per i territori del Lazio e della Ciociaria. A intervenire è Gianluca Quadrini, consigliere provinciale di Frosinone e dirigente di ANCI Lazio, che esprime forte preoccupazione per le conseguenze derivanti dall’applicazione dei nuovi parametri utilizzati per l’accesso al Fondo Sviluppo Montagne Italiane (FOSMIT) e alle agevolazioni riservate ai territori montani.
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«La montagna non è una formula matematica, né un freddo calcolo altimetrico fatto a tavolino nei palazzi della burocrazia romana. Dietro la definizione di Comune montano ci sono comunità vive, agricoltori che presidiano il territorio, scuole che garantiscono il futuro dei nostri figli e sindaci che ogni giorno, con risorse minime, fanno i salti mortali per combattere lo spopolamento e il dissesto idrogeologico. Togliere questa qualifica ai nostri territori significa condannarli all’isolamento», afferma Quadrini.
Secondo il rappresentante di ANCI Lazio, numerosi Comuni rischiano di essere esclusi dai benefici previsti per le aree montane, con possibili ripercussioni sui servizi e sulle opportunità di sviluppo dei territori interni.
La mobilitazione dei sindaci
Quadrini esprime piena solidarietà ai sindaci interessati dal provvedimento e richiama l’attenzione sulle preoccupazioni manifestate da diverse amministrazioni locali.
«In provincia di Frosinone la preoccupazione è altissima e i sindaci sono pronti a far sentire la propria voce. Tra i vari Comuni esclusi, sono stato contattato direttamente dagli amministratori del Comune di Pico, che mi hanno espresso tutta la loro apprensione e mi hanno chiesto di intervenire per fare qualcosa per bloccare questa ingiustizia», spiega.
Il consigliere provinciale cita inoltre il caso di Vitorchiano e di altri centri del Viterbese che hanno già avviato iniziative legali contro il provvedimento, aderendo al ricorso straordinario al Presidente della Repubblica promosso attraverso Asmel.
«La montanità non si misura solo con l’altitudine»
Per Quadrini il criterio utilizzato dal Governo rischia di non rappresentare le reali condizioni dei territori.
«Escludere realtà come Pico o Vitorchiano basandosi solo sulla pendenza o sull’altezza sul livello del mare è un errore concettuale gravissimo. La vera montanità si misura con lo svantaggio strutturale: la distanza dagli ospedali, la carenza di collegamenti infrastrutturali, l’invecchiamento della popolazione e la difficoltà di mantenere aperti i servizi essenziali», sostiene.
Tra le principali criticità evidenziate vi sono il rischio di perdere deroghe per il mantenimento dei plessi scolastici e agevolazioni fiscali come l’esenzione dall’Imu agricola.
L’appello ad ANCI Lazio
Per rafforzare la mobilitazione, Quadrini ha annunciato di aver coinvolto la Consulta dei Piccoli Comuni di ANCI Lazio.
«Ho rivolto un appello formale alla presidente della Consulta dei Piccoli Comuni di ANCI Lazio, Lubiana Restaini, affinché si faccia portavoce di questa grave emergenza e porti le richieste dei Comuni esclusi ai tavoli di ANCI Nazionale e del Governo», spiega.
Il dirigente regionale ribadisce infine la necessità di adottare criteri che tengano conto delle reali condizioni sociali ed economiche dei territori.
«I tagli reali o presunti ai fondi nazionali non possono essere scaricati sulle spalle dei piccoli Comuni. Chiediamo criteri di classificazione che guardino alla realtà sociale e geografica dei territori e non a calcoli teorici che penalizzano il Centro-Sud. La Ciociaria e tutto il Lazio interno non faranno un passo indietro», conclude Quadrini.




