A due mesi dal “Villaggio della Legalità”, la Fondazione Antonino Caponnetto traccia un bilancio dell’iniziativa del 27 e 28 aprile e rilancia l’obiettivo di trasformarla in un progetto annuale dedicato a scuole e cittadinanza. Un evento che ha coinvolto Sala Manzù e Piazza Roma, registrando una forte partecipazione di studenti, famiglie e associazioni, con momenti di grande impatto emotivo e civile. Tra questi, la testimonianza di Tina Montinaro e dell’associazione Quarto Savona Quindici, che ha riportato al centro il valore della memoria come strumento di consapevolezza e impegno.
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Simbolo delle due giornate, l’immagine di un bambino davanti alla teca dei resti dell’auto della scorta di Giovanni Falcone, insieme alla toccante testimonianza di uno studente che ha raccontato il proprio dolore personale legato alla mafia. La Fondazione sottolinea come la risposta del territorio confermi la necessità di rendere stabile il progetto, non più limitato a un weekend ma esteso lungo l’intero anno, con il coinvolgimento attivo della comunità.
Ampio il ringraziamento all’Associazione Nazionale Carabinieri di Aprilia, Fiumicino e Firenze, oltre alle realtà del volontariato e della protezione civile come Alfa Aprilia, Avis e Croce Rossa, per il supporto organizzativo e operativo. Un riconoscimento anche alle scuole del territorio, in particolare all’IC Orzini e al Liceo Meucci, con il loro impegno e la partecipazione degli studenti. La Fondazione ha inoltre espresso rammarico per il mancato incontro completo con l’Istituto Rosselli, pur sottolineando il momento di confronto avvenuto con Tina Montinaro.
Determinante, infine, la presenza delle istituzioni e delle forze dell’ordine, che hanno garantito vicinanza e sostegno al percorso di legalità avviato sul territorio. Il progetto guarda ora avanti: dopo il Villaggio della Legalità, la Fondazione annuncia nuove iniziative, a partire dal “Natale Solidale”, per continuare il percorso di impegno sociale e crescita civile della comunità di Aprilia.


