Il segretario provinciale e locale di Azione, Arcangelo Palmacci, interviene sulla sicurezza della Pontina dopo gli ultimi incidenti mortali, chiedendo interventi immediati soprattutto nel tratto tra l’ex Papillon e l’ex Pagoda. Al centro della nota la richiesta di un tavolo operativo con ANAS, Comune e autorità competenti: “Gli ultimi incidenti mortali sulla Pontina rendono ancora più urgente riportare l’attenzione sulla sicurezza di questa arteria strategica, troppo spesso al centro delle cronache solo dopo una tragedia. Non è la prima volta che intervengo sulla situazione della Pontina, in particolare sul tratto compreso tra l’ex Papillon e l’ex Pagoda. Negli anni ho sollevato più volte il problema, anche pubblicamente. I numeri degli incidenti – spesso gravi, talvolta mortali – e le condizioni complessive di quella strada non consentono più distrazioni né silenzi. Eppure, nonostante segnalazioni e richieste arrivate da più parti, non si registrano ancora interventi concreti”.
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“La verità è semplice: della Pontina – spiega – specialmente nel tratto tutto in territorio di Terracina, si parla quasi sempre troppo tardi. E invece è proprio prima che si dovrebbe intervenire. Il recente incidente mortale avvenuto sulla Pontina, pur non essendo avvenuto nel tratto specifico di cui parliamo, confermano una realtà evidente: questa strada continua a rappresentare un’emergenza sicurezza lungo tutto il suo asse. E il tratto compreso tra l’ex Papillon e l’ex Pagoda resta uno dei più pericolosi. Esiste certamente una criticità strutturale sull’intera arteria che richiede risposte immediate e una visione complessiva. Ma ci sono anche problemi circoscritti che meritano interventi specifici. Tra questi, proprio il tratto tra ex Papillon ed ex Pagoda”.
“Il problema è noto da anni – prosegue – Quella che era stata progettata come una strada di scorrimento veloce è diventata, nei fatti, un’arteria ibrida e pericolosa, attraversata da accessi a residence, grandi strutture commerciali e attività di ogni tipo. Il traffico locale si intreccia con quello di lunga percorrenza, creando una miscela che aumenta inevitabilmente il rischio. Continuare a gestire questa realtà con criteri pensati per un’altra epoca non è più soltanto inefficace: è irresponsabile. Le soluzioni, peraltro, non sono un mistero”.
“Servono interventi chiari e concreti – insiste – eliminare le svolte dirette che impongono attraversamenti pericolosi; introdurre una separazione centrale per impedire manovre azzardate; aumentare i punti di inversione sicuri attraverso nuove rotatorie. Allo stesso tempo, è necessario: migliorare illuminazione, asfalto e segnaletica; rafforzare i controlli sulla velocità e sulle condizioni dei mezzi. Un’attenzione particolare va riservata anche alle strade complanari e agli accessi laterali: limiti di velocità più bassi e controlli efficaci possono fare la differenza”.
“Così come è indispensabile una gestione più attenta del traffico pesante e dei flussi del fine settimana – conclude – Non stiamo parlando di opere irrealizzabili o di progetti futuristici. Stiamo parlando di prevenzione. E la prevenzione, quando si tratta di sicurezza, dovrebbe essere la regola, non l’eccezione. Per questo oggi serve un passo in più. Serve istituire immediatamente un tavolo operativo che coinvolga ANAS, il Comune, le autorità competenti e i rappresentanti delle grandi realtà presenti lungo quel tratto”.


