Bene il finanziamento da 60 milioni di euro per la riattivazione della tratta ferroviaria Priverno–Terracina, ma servono chiarezza, atti concreti e trasparenza. È la posizione dell’associazione Democrazia e Futuro, espressa dal presidente Riccardo Esposito, che invita a evitare “propaganda” su un tema ritenuto strategico per il territorio.
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L’associazione accoglie positivamente l’annuncio, sottolineando l’importanza del ritorno del treno per pendolari, turismo ed economia locale. Allo stesso tempo, però, evidenzia come il quadro tecnico e amministrativo sia ancora complesso e non del tutto definito.
Secondo Democrazia e Futuro, il punto centrale non è l’utilità dell’infrastruttura, considerata indiscutibile, ma la reale esistenza delle condizioni per una riattivazione concreta e duratura della linea.
Tra le principali criticità segnalate c’è il tema della sicurezza idrogeologica. L’attenzione si concentra in particolare sui versanti interessati dal tracciato, tra cui l’area di Monte Cucca, già colpita da fenomeni franosi che portarono alla chiusura della linea nel 2012, e il Monte Leano, classificato a rischio molto elevato.
L’associazione chiede di chiarire se i fondi annunciati coprano integralmente gli interventi necessari alla messa in sicurezza e se esista già un quadro completo delle opere, delle responsabilità e delle eventuali ulteriori risorse richieste. Il timore è quello di uno scollamento tra il ripristino dell’infrastruttura e la piena sicurezza del territorio.
Altro punto riguarda l’iter amministrativo. “Un annuncio politico non equivale a un cantiere”, sottolinea Esposito, ricordando i numerosi passaggi ancora necessari: progettazione, verifiche ambientali, autorizzazioni, gare d’appalto e collaudi. Senza atti pubblici e verificabili, l’invito è alla prudenza.
Dubbi anche sulle tempistiche. Alla luce delle procedure previste dalla normativa, appare difficile ipotizzare un ritorno del servizio in tempi brevi. Per questo l’associazione chiede la pubblicazione di un cronoprogramma ufficiale e dettagliato.
Infine, viene sollevato il tema della futura funzionalità della linea: numero di corse, integrazione con il trasporto regionale, impatto su pendolari e turismo e sostenibilità gestionale. “Un’infrastruttura ha senso solo se garantisce un servizio efficiente e utile”, viene evidenziato.
Quattro le richieste avanzate alle istituzioni: pubblicazione del quadro tecnico completo, definizione di un cronoprogramma, massima trasparenza sugli atti amministrativi e chiarezza sul modello di esercizio della linea.
“Vogliamo il ritorno del treno a Terracina – conclude Esposito – ma la città merita verità, documenti e tempi certi, non soltanto annunci”.


