È stato costituito OPSV — Osservatorio Permanente Servizi Veterinari — il primo organismo indipendente in Italia dedicato all’analisi dei dati e dei modelli gestionali della sanità animale. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di monitorare un settore in rapida espansione e colmare il divario esistente rispetto ai principali Paesi europei, a partire dal numero di tecnici veterinari attivi nelle strutture.
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“L’osservatorio ha l’ambizione di diventare il punto di riferimento privilegiato per interpretare le dinamiche del sistema veterinario italiano, ponendo una lente d’ingrandimento sulla dimensione organizzativa e, soprattutto, sul valore delle persone che operano nelle strutture. Attraverso un monitoraggio costante e un’analisi puntuale del settore, l’OPSV si impegna a fornire dati e strumenti concreti per supportare le decisioni strategiche e migliorare i modelli di gestione. L’obiettivo finale è accompagnare la crescita del sistema, valorizzando le competenze professionali e promuovendo un’evoluzione che metta al centro l’efficienza operativa e il benessere di chi lavora ogni giorno per la salute animale”, dichiara Francesco Albano, Founder dell’Osservatorio.
Secondo i dati UnionCamere e InfoCamere elaborati dall’Osservatorio, le imprese dedicate alla cura degli animali sono quasi raddoppiate negli ultimi dieci anni, con una crescita del 90,1%. Il mercato vale oggi 1,3 miliardi di euro, con un incremento medio annuo del 7%. Le strutture veterinarie private attive sul territorio nazionale sono oltre 8.400.
Nell’ambito delle prime attività, OPSV — con il supporto di ABIVET, ATAV e AniCura — ha condotto una mappatura nazionale della figura del Tecnico Veterinario, contribuendo alla definizione del primo “golden standard” italiano per questa professione. I professionisti attivi sono stimati tra i 4.000 e i 6.000, con una concentrazione di quasi il 50% nel Nord Italia, pari a circa 16 tecnici ogni 100 veterinari. Un rapporto che evidenzia un ampio margine di sviluppo rispetto agli standard europei: nel Regno Unito il rapporto è di un tecnico per ogni medico, in Francia e Germania di uno ogni due.
L’analisi condotta su un campione di 519 professionisti restituisce dati significativi anche sul fronte dell’inserimento lavorativo: nei percorsi formativi a forte impronta pratica, circa il 73% dei profili trova occupazione entro un mese dalla conclusione del percorso, e il 76% riceve un’offerta dalla struttura di tirocinio. Sul piano economico, i modelli organizzativi basati sul lavoro in team mostrano incrementi di produttività e ricavi fino al 36%.
Il panorama veterinario italiano è inoltre attraversato da una trasformazione strutturale nei suoi assetti: il 98% delle strutture è ancora indipendente, ma le realtà corporate generano quasi un quinto del fatturato complessivo del settore. Secondo le proiezioni dell’Osservatorio, allinearsi agli standard europei nel rapporto tra tecnici e veterinari porterebbe, nel medio periodo, a una rete professionale di oltre 15.000 tecnici veterinari attivi.
L’OPSV sarà presentato ufficialmente venerdì 15 maggio 2026, in occasione del Career Day ABIVET, presso la sede di via Etiopia 19 a Roma, a partire dalle ore 10.00. L’evento è dedicato all’incontro tra studenti, diplomati e aziende del settore veterinario e prevede workshop gratuiti, attività di networking e aggiornamenti sulle evoluzioni del mercato del lavoro.


