È polemica a Roma sulla gestione dei proventi derivanti dalle sanzioni del Codice della Strada. A sollevare il caso è Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Campidoglio, che punta il dito contro l’amministrazione capitolina accusandola di utilizzare multe, autovelox e ZTL principalmente per fare cassa senza reinvestire adeguatamente nella sicurezza stradale. “Roma continua a fare cassa sulla pelle dei cittadini ma non utilizza i proventi delle multe per la sicurezza stradale come impone il Codice della Strada”, dichiara Santori, sottolineando come nella Capitale continuino a crescere autovelox, telecamere, ZTL e strisce blu mentre persistono problemi legati a buche, segnaletica insufficiente e incidentalità.
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Secondo quanto riferito dal consigliere della Lega, la relazione ufficiale del Ministero dell’Interno sui proventi delle sanzioni relative al 2025 certifica per Roma Capitale introiti pari a 154,7 milioni di euro derivanti dalle multe, di cui oltre 2,3 milioni provenienti dagli autovelox. “Quei fondi – evidenzia Santori – sono vincolati per legge a manutenzione stradale, segnaletica, illuminazione, sicurezza della circolazione e tutela degli utenti della strada. Eppure il documento ministeriale mostra numerosi interventi ancora allo 0%”.
Nel mirino dell’esponente leghista ci sarebbero in particolare i ritardi nella realizzazione degli interventi di sicurezza e segnaletica. “Le tabelle del Viminale parlano chiaro: molti interventi risultano fermi al 36,71% di realizzazione. Addirittura risultano a zero milioni destinati a illuminazione pubblica, manutenzione e sicurezza”, aggiunge. Santori annuncia ora la presentazione di un’interrogazione dettagliata in Campidoglio e chiede approfondimenti anche da parte della Corte dei Conti sulla gestione dei proventi vincolati delle sanzioni stradali. “I romani meritano sicurezza vera, non un sistema che incassa milioni senza restituire servizi e sicurezza ai cittadini”, conclude il capogruppo della Lega.


