Storica svolta nella medicina mondiale. Una pubblicazione su “The Lancet” – una delle più autorevoli riviste medico-scientifiche al mondo –, ridefinisce l’ovaio policistico: non si parlerà più, dunque, di Sindrome dell’Ovaio Policistico (Pcos), bensì di Sindrome Ovarica Poliendocrina Metabolica (Pmos).
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L’importanza di tale svolta risiede nel fatto che, in questo modo, la sindrome che colpisce milioni di donne e che per anni è stata classificata come una patologia esclusivamente ginecologica, sarà trattata con un approccio sistemico più idoneo. Come afferma Vittorio Unfer, medico specialista e presidente di Egoi-Pcos, infatti, l’ovaio policistico non è “una semplice condizione ovarica, ma una sindrome endocrino-metabolica sistemica che impatta sull’intero organismo”, dal metabolismo sistema endocrino e cardiovascolare fino al benessere psicologico.
Il recente cambio di rotta porterà a una graduale implementazione della nuova classificazione nell’arco di tre anni, ma, per il gruppo, è una svolta già presente, grazie alla consolidata rete di centri sia sul territorio italiano che internazionale.
In Italia, infatti, si può contare sul San Camillo di Roma, che vanta di essere il primo centro pubblico di riferimento. Sulla stessa scia, a livello internazionale, spiccano eccellenze in Polonia, Russia, Georgia e Brasile, che utilizzano un approccio multidisciplinare in grado di gestire a trecentosessanta gradi la patologia.


