La notizia arriva all’improvviso, attraverso lo schermo di un telefono, e lascia senza parole. A condividerla con emozione è Luca Mazzone, che sui social esprime il suo cordoglio: un pensiero rivolto alla moglie Barbara e ai familiari. I due avevano condiviso anche un importante traguardo sportivo, conquistando insieme l’oro nella staffetta mista di handbike.
La storia di Alex Zanardi affonda le radici a Bologna, dove nacque in una famiglia semplice: il padre Dino lavorava come idraulico, mentre la madre Anna era sarta. Cresciuto a Castel Maggiore, sviluppò fin da giovane una forte passione per i motori, coltivando il sogno delle corse automobilistiche. La sua vita fu segnata anche da un grave lutto: la perdita della sorella Cristina, vittima di un incidente stradale.
Dopo il diploma da geometra, Zanardi costruì anche una solida vita familiare: dal 1996 è sposato con Daniela, con cui ha avuto un figlio nel 1998.
Il momento che cambiò radicalmente il suo destino arrivò il 15 settembre 2001, durante una gara del campionato CART sul circuito del Lausitzring, in Germania. Un violento incidente gli causò l’amputazione di entrambe le gambe. Nonostante la gravità della situazione — segnata da numerosi interventi chirurgici e arresti cardiaci — riuscì a sopravvivere. Da lì iniziò una straordinaria rinascita: prima tornando al mondo delle corse, poi reinventandosi come atleta paralimpico.
Nel corso degli anni, Zanardi raccontò la sua esperienza anche attraverso la scrittura, pubblicando due autobiografie realizzate insieme al giornalista Gianluca Gasparini, nelle quali ripercorre il suo percorso umano e sportivo.
Un nuovo, drammatico capitolo si aprì il 19 giugno 2020, quando durante una staffetta benefica in handbike fu coinvolto in un grave incidente stradale in Toscana. Ricoverato d’urgenza all’ospedale di Siena, fu sottoposto a delicati interventi e rimase a lungo in condizioni critiche. Seguì un periodo complesso, fatto di trasferimenti tra diverse strutture specializzate e ulteriori operazioni.
Dopo mesi difficili, tra cui un lungo coma farmacologico, a gennaio 2021 arrivò un segnale incoraggiante: il recupero della coscienza. A fine 2021, Zanardi fece ritorno a casa, dove ha continuato il suo percorso riabilitativo circondato dall’affetto dei suoi cari e dal supporto di specialisti.
La sua rimane una storia che va oltre lo sport: un esempio potente di resilienza, determinazione e capacità di reinventarsi anche nelle circostanze più difficili.


