L’Unione Europea torna a puntare il dito contro le piattaforme social più diffuse al mondo, sollevando dubbi concreti sull’efficacia dei sistemi di controllo dei più giovani. La Commissione ha acceso i riflettori su Meta, contestando in via preliminare gravi carenze nei sistemi di verifica dell’età su Facebook e Instagram. Le accuse da Bruxelles, muoverebbero dal fatto che le piattaforme non avrebbero gestito in modo adeguato i rischi legati all’accesso dei minori, in particolare di quelli sotto l’età dei 13 anni.
Nonostante il limite minimo dichiarato proprio su questa soglia, i controlli messi in campo non sarebbero sufficienti a impedirne l’uso ai più piccoli, sollevando dubbi sul rispetto del Digital Services Act (Dsa). Se le violazioni venissero confermate, per il colosso tecnologico potrebbero scattare sanzioni pesanti, che raggiungerebbero fino al 6% del fatturato annuo globale.
Leggi sullo stesso argomento
Operazione “Cagliostro”, maxi sequestro di criptovalute da 7,5 milioni: smantellata la truffa sul fotovoltaico
Roma, Piazza del Popolo diventa un campo da tennis: terra rossa per gli Internazionali BNL d’Italia
Ritrovato il corpo senza vita di una ragazza in un campo in provincia di Pavia, indagano i Carabinieri
La notizia, ripresa da ANSA, riaccende il dibattito sulla tutela dei minori online e sul ruolo delle grandi piattaforme digitali, chiamate ora più che mai dall’UE a dimostrare responsabilità concreta e non solo dichiarata.


