Era venuta in Italia per festeggiare il compleanno del marito. Una vacanza nel territorio pontino che avrebbe dovuto essere un momento di gioia si è trasformata in tragedia quando una caduta accidentale ha provocato a una donna argentina di 76 anni un’emorragia cerebrale che ne ha causato il decesso. Eppure, da quella perdita improvvisa e straziante, è nata una scelta che darà speranza ad altre vite: il marito, condividendo la decisione con i figli — anch’essi giunti in Italia dall’Argentina — ha dato il proprio consenso alla donazione degli organi.
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L’equipe medica dell’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina ha portato a termine questa mattina il prelievo di fegato e reni. Al termine dell’intervento, il fegato è stato trasportato all’Ospedale San Camillo di Roma, mentre i reni sono stati destinati al Policlinico Universitario Tor Vergata, sempre nella Capitale. Si tratta del quinto prelievo multiorgani effettuato al “Goretti” nel corso del 2026, un dato che si inserisce in un trend complessivo di netto miglioramento rispetto all’anno precedente per l’intera provincia pontina.
La Direttrice Generale della ASL Latina, Sabrina Cenciarelli, ha voluto commentare la vicenda con parole che ne restituiscono il peso umano prima ancora che clinico. «Un esempio di umanità che unisce le persone a tutte le latitudini, anche a migliaia di chilometri di distanza da casa, attraverso il filo rosso dell’amore per la vita e il prossimo», ha dichiarato. «Una storia che ci addolora per la sua crudeltà ma che allo stesso tempo ci commuove per la straordinaria sensibilità dei familiari. A loro va il nostro caloroso ringraziamento a nome di tutta la nostra Azienda Sanitaria».
Quello odierno si aggiunge a quattro prelievi già effettuati al “Goretti” dall’inizio del 2026: i primi due a gennaio, da un uomo di 62 anni di Pontinia e da uno di 71 anni di Terracina; il terzo nei primi giorni di aprile da un uomo di 78 anni di Fondi; il quarto sempre ad aprile da una donna di 69 anni di Sezze. Il bilancio complessivo del territorio della ASL di Latina per il 2026 conta finora un cuore, un polmone, cinque fegati e sei reni donati, oltre a sei tessuti corneali. A queste cifre si sommano i due trapianti di tessuto osseo da vivente realizzati per la prima volta nella provincia pontina all’ospedale “Dono Svizzero” di Formia.
Un quadro che conferma la solidità del modello organizzativo costruito dalla ASL di Latina nel settore del procurement e della donazione, frutto di un lavoro costante di sensibilizzazione e informazione sul territorio. Dietro ogni numero c’è una storia: una famiglia che nel momento del dolore più acuto trova la forza di trasformare la perdita in un gesto di generosità verso chi aspetta un trapianto. Come ha fatto, a migliaia di chilometri da casa, la famiglia di questa donna argentina, che ha lasciato un segno indelebile nella sanità pontina e nelle vite di chi riceverà quegli organi.


