Dopo i disagi registrati nei giorni successivi al lungo fine settimana del Primo Maggio, con accumuli di rifiuti in strada, cassonetti pieni e criticità nella raccolta legate ai guasti di alcuni mezzi di ABC e alle limitazioni nel conferimento presso l’impianto di Rida Ambiente, interviene la consigliera comunale del gruppo Misto Daniela Fiore. Per l’esponente consiliare non si tratta di una semplice emergenza contingente, ma del risultato di problemi strutturali accumulati nel tempo. “Le immagini dei rifiuti in strada e dei cassonetti stracolmi non possono essere archiviate come un incidente isolato – afferma –. Siamo di fronte al risultato di vent’anni di assenza di coraggio politico”.
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Secondo Fiore, le criticità recenti mettono in evidenza un sistema fragile: mezzi in avaria, dipendenza da pochi impianti di conferimento, raccolta disomogenea tra porta a porta e cassonetti tradizionali, oltre a difficoltà strutturali nella gestione del servizio. Elementi che, a suo giudizio, rappresentano sintomi di una mancanza di programmazione di lungo periodo. “La politica ha preferito rinviare invece di decidere – prosegue – evitando scelte impopolari ma necessarie. Oggi paghiamo il prezzo di questa mancanza di visione, con servizi instabili e costi elevati per cittadini e imprese”.
La consigliera punta il dito anche sulla mancata realizzazione di un sistema impiantistico adeguato sul territorio. “Per anni si è evitato il nodo centrale: dove e come trattare i rifiuti. Oggi questa assenza genera dipendenza da pochi operatori e vulnerabilità del sistema”. Fiore contesta inoltre la narrazione secondo cui il solo potenziamento della raccolta differenziata possa risolvere le criticità: “È fondamentale, ma senza impianti e una filiera locale resta uno slogan. Serve una gestione industriale del ciclo dei rifiuti”.
Infine, l’appello a superare la logica delle emergenze ricorrenti: “Non si può affrontare il tema solo quando scoppia la crisi. Servono decisioni strutturali, impianti moderni, controlli efficaci e una programmazione seria. Continuare a rinviare significa condannare la città a emergenze cicliche”. “Il vero ambientalismo non è lasciare i rifiuti in strada – conclude Fiore – ma costruire un sistema efficiente che riduca i costi e migliori la qualità della vita. Senza scelte coraggiose Latina resterà prigioniera delle stesse emergenze”.


