Un meccanismo di apertura idraulico attivabile da remoto, progettato su misura per il veicolo. Ventisei panetti di cocaina ad altissima purezza, accuratamente sigillati e imballati, nascosti dietro il vano porta sci. Un carico dal valore di mercato stimato in circa nove milioni di euro, sufficiente a ricavare oltre 145.000 dosi. È quanto hanno scoperto i finanzieri del II Gruppo del Comando Provinciale di Bari nell’area portuale del capoluogo pugliese, intercettando un’autovettura in procinto di imbarcarsi per la Grecia.
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Il veicolo era condotto da due cittadini, uno di origine turca e una di origine francese, già finiti nel mirino degli investigatori a seguito di una mirata analisi dei rischi. L’auto si stava dirigendo a velocità sostenuta verso la motonave in partenza quando è stata intercettata dalla pattuglia nell’area destinata ai controlli pre-imbarco. A insospettire ulteriormente i militari è stato il comportamento della donna a bordo, che tentava con insistenza di distrarre gli agenti durante le operazioni di ispezione. Un tentativo che non ha sortito l’effetto sperato.
Nonostante le condizioni meteo avverse, i finanzieri hanno avviato un’ispezione approfondita del veicolo. L’esame del portabagagli ha rivelato subito un’anomalia: la presenza di un doppiofondo abilmente occultato, individuato grazie all’esperienza maturata dai militari in operazioni di questo tipo. Dopo un complesso intervento di smontaggio, con l’asportazione del vano porta sci, sono stati rinvenuti i 26 panetti di cocaina per un peso complessivo di circa 30 chilogrammi.
L’elemento che ha colpito maggiormente gli investigatori è la sofisticazione del sistema di occultamento: un meccanismo meccanico-idraulico progettato su misura per il veicolo, dotato di attivazione da remoto, che testimonia un livello elevato di organizzazione e competenze tecniche da parte dell’organizzazione criminale coinvolta. Un dettaglio che inquadra il sequestro non come un episodio isolato ma come il frutto di un traffico strutturato, con una marcata dimensione transnazionale.
La perizia eseguita sulla sostanza ha confermato un altissimo grado di purezza. A conclusione delle operazioni i due soggetti sono stati tratti in arresto con l’accusa di traffico di sostanze stupefacenti aggravato dall’ingente quantitativo trasportato. Il procedimento pende nella fase delle indagini preliminari e, in attesa di giudizio definitivo, vale per entrambi il principio della presunzione di innocenza.







