No al ripescaggio dell’Italia ai Mondiali 2026 attraverso decisioni politiche o scorciatoie. È la posizione espressa attraverso un lungo comunicato stampa dall’onorevole Giovanna Miele: che invita a puntare invece su una profonda riforma del calcio italiano, tra valorizzazione dei giovani, sostegno ai club e rilancio del ruolo educativo e sociale dello sport.
“Io credo che il merito sia la strada per ottenere il successo e tagliare il traguardo – dichiara Miele – In ambito sportivo, poi, credo che questo concetto venga amplificato, quindi trasecolo quando sento e assisto a missioni speciali per consentire alla nostra Nazionale di calcio di partecipare ai Mondiali di calcio 2026 estromettendo un’altra Nazionale. Quella che in un primo momento poteva apparire come una boutade invece col trascorrere dei giorni si sta consolidando in un’opportunità: Paolo Zampolli, alto inviato del presidente Usa Trump, ha chiesto alla Fifa di ripescare l’Italia ai danni dell’Iran, impegnato in un conflitto proprio con gli Usa e probabilmente impossibilitato a partecipare alla competizione iridata, anche per via dei rapporti diplomatici sempre più tesi con la Casa Bianca”.
“Questa opportunità di ripescaggio credo che vada rifiutata in nome di quel sistema meritocratico – continua – che abita tutte le persone capaci e di buona volontà che sanno lottare nella vita di tutti i giorni, sport incluso. Nei giorni scorsi, all’indomani della cocente eliminazione dalla partecipazione ai Mondiali 2026 mi sono fatta immediatamente promotrice di una proposta per risollevare le sorti del nostro amato sport nazionale, che ha toccato il punto più basso della sua storia con la terza mancata partecipazione di fila alla kermesse mondiale”.
“Io credo che oggi tutti gli addetti ai lavori – insiste – compresi i tifosi, invece che duellare tra guelfi e ghibellini pro e contrari per questa eventuale partecipazione entrando dalla finestra e non dalla porta principale ai Mondiali 2026, dovrebbero cominciare a capire come rifondare e ristrutturare il nostro calcio, partendo proprio dai numeri, soprattutto dal fatto che il calcio riveste uno straordinario rilievo sociale e culturale e interessa milioni di italiani, dei quali oltre 650.000 tra bambini e ragazzi”.
“Se si auspica dunque una riforma della governance federale – sottolinea e conclude così il comunicato il capogruppo Lega Commissione Istruzione e Cultura Giovanna Miele – cosa cui in questi giorni stiamo assistendo, si ritiene altrettanto necessario prevedere, per quanto di competenza del Parlamento e del Governo, misure volte a favorire un’effettiva crescita economica, culturale e sociale del settore nel suo complesso. Così, impegno il Governo a valorizzare il ruolo educativo e sociale del calcio anche attraverso un più stretto collegamento con la scuola e una maggiore attenzione alla pratica sportiva amatoriale e dilettantistica, favorendo al contempo la crescita del numero di praticanti promuovendo l’aggregazione sociale e l’integrazione culturale dei giovani. Il calcio italiano ha necessità di essere rifondato, ripartendo dalle sue ceneri, non di regali volgari che l’Italia, campione del mondo 4 volte e campione europeo 2 volte, non può e non deve accettare”.


