Questa mattina, in Consiglio comunale, si è svolto il Question Time sul tema dell’affidamento in concessione del Palaboxe di via Aspromonte a Latina – interrogazione presentata dalla consigliera Valeria Campagna –, con le risposte degli assessori allo Sport e alle Gare, Andrea Chiarato e Antonio Cosentino.
Nel suo intervento, l’assessore Chiarato ha ripercorso l’intero iter amministrativo che ha portato alla gara pubblica per l’affidamento dell’impianto sportivo, indetta con determina dirigenziale del 23 settembre 2025. La concessione, della durata di 15 anni, è stata assegnata secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Secondo quanto riferito, alla procedura hanno partecipato due operatori economici e tutte le verifiche effettuate dal responsabile unico del procedimento avrebbero avuto esito positivo, includendo controlli su certificazioni camerali, casellario giudiziale, carichi pendenti, DURC, certificazioni fiscali e requisiti tecnico-professionali.
L’offerta del primo classificato ha previsto un rialzo del 68% sul canone base, pari a 19.995 euro annui oltre IVA, per un valore complessivo stimato in circa 299.930 euro su base quindicennale. «La procedura ha garantito trasparenza, concorrenza e un significativo vantaggio economico per la collettività», ha sottolineato Chiarato.
Nel corso della discussione è stato affrontato anche il tema dei rapporti pregressi con il precedente gestore. L’assessore ha ricostruito come l’impianto fosse stato concesso in via provvisoria per la stagione 2008/2009, senza successiva regolarizzazione formale da parte dell’Asd Boxe Latina, che avrebbe continuato a occupare la struttura senza titolo e senza corresponsione di canoni.
Una situazione analoga, ha spiegato l’assessore, ha riguardato anche le palestre adiacenti di scherma e tiro con l’arco, recentemente interessate da procedure di gara concluse con nuove aggiudicazioni.
Per quanto riguarda la posizione dell’Asd Boxe Latina, è stata quantificata un’indennità di occupazione illegittima pari a 121.580 euro per il periodo 2016-2025, a fronte di spese manutentive documentate per circa 41.000 euro. Gli atti sono stati trasmessi all’avvocatura comunale per il recupero delle somme.
L’assessore Cosentino ha invece chiarito le ragioni della mancata esclusione dell’operatore dalla gara. «L’ordinamento consente l’esclusione solo in presenza di debiti certi, scaduti ed esigibili e relativi a imposte o contributi previdenziali – ha spiegato – mentre nel caso specifico si tratta di canoni oggetto di possibile contenzioso civile, non rientranti tra le cause automatiche di esclusione previste dal bando e dalla normativa vigente».
Secondo Cosentino, una diversa interpretazione avrebbe potuto esporre la procedura a rischi di illegittimità e contenziosi, compromettendo i principi di concorrenza e trasparenza.


