Momenti di tensione questa mattina in Consiglio comunale a Latina, dove si è consumata una nuova protesta contro l’amministrazione Celentano. Protagonisti della mobilitazione le lavoratrici e i lavoratori degli asili nido comunali, assistiti dalla Cgil, che dopo aver chiesto senza esito un incontro con la sindaca hanno deciso di intervenire direttamente in aula durante i lavori dell’assise. Una situazione che, secondo il movimento Latina Bene Comune, rappresenta l’ennesimo segnale di criticità nella gestione dei servizi pubblici cittadini. Il caso degli asili nido si inserisce infatti in un quadro più ampio che nei mesi scorsi ha già riguardato altri servizi, dagli operatori di Abc fino agli assistenti educativi scolastici e alla comunicazione aumentativa alternativa.
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«Una situazione che avevamo già denunciato – spiegano i consiglieri di Lbc – e che oggi si manifesta con un problema concreto: la mancanza di fondi sufficienti per garantire la continuità del servizio degli asili nido».
Secondo quanto riferito dal movimento, la sospensione del servizio avrebbe avuto ricadute dirette sulle famiglie, con circa 200 bambini rimandati a casa. Un episodio che, sottolineano, evidenzia l’incertezza che grava sul futuro del personale impiegato nelle cooperative che gestiscono il servizio. «Nonostante le rassicurazioni verbali, i lavoratori non hanno alcuna certezza sul loro futuro», denunciano da Lbc, evidenziando come l’adeguamento Istat e contrattuale approvato a esercizio già avviato abbia generato costi non previsti nel bilancio comunale.
A pesare sulla situazione anche minori entrate rispetto alle previsioni, tra cui la riduzione dei proventi della polizia locale e del servizio sosta, per circa 400mila euro. Il Comune, secondo l’opposizione, si troverebbe così senza margini di manovra e costretto a valutare soluzioni emergenziali come internalizzazioni o riorganizzazioni dei servizi. Scelte che, tuttavia, potrebbero avere ricadute sul piano occupazionale e sulla tenuta complessiva dell’organizzazione comunale.
«Siamo di fronte a un circolo vizioso – afferma Lbc – dove decisioni tardive e mancanza di programmazione generano ulteriori difficoltà. Non possono essere lavoratori e famiglie a pagare il prezzo di queste inefficienze». Il tema resta ora al centro del dibattito politico cittadino, con richieste di maggiore chiarezza sulla gestione dei servizi educativi e sulla programmazione delle risorse disponibili.


