Negli Stati Uniti cresce la preoccupazione per il kratom, sostanza vegetale dagli effetti psicoattivi sempre più diffusa anche per la convinzione, spesso errata, che sia meno rischiosa perché naturale. In realtà i suoi principi attivi agiscono in modo simile agli oppioidi e, soprattutto ad alte dosi, possono provocare sedazione, alterazioni del sistema nervoso e seri problemi di salute.
Secondo uno studio pubblicato su Addiction, le segnalazioni ai centri antiveleni Usa sono passate da 19 nel 2010 a 1.242 nel 2023: un aumento del 6.500%, equivalente ad una crescita di circa 65 volte in poco più di un decennio. Una crescita che gli stessi ricercatori descrivono come rapidissima e che, allo stesso tempo, segnala un aumento dei casi più gravi.
Tra le conseguenze riportate ci sono convulsioni, aritmie, danni al fegato e difficoltà respiratorie; in diversi casi è stato necessario il ricovero, talvolta anche in terapia intensiva.
Come riportato da Tgcom24, a rendere il quadro più critico contribuiscono l’assunzione insieme ad altri farmaci o droghe e una normativa ancora frammentata: il kratom non è infatti regolato a livello federale. Per ricercatori e autorità sanitarie, senza regole più chiare e studi più approfonditi il fenomeno rischia di trasformarsi in un’emergenza sempre più difficile da contenere.


