In occasione dell’81° anniversario della Liberazione, l’Italia ha rinnovato il proprio omaggio alla memoria e ai valori fondanti della Repubblica con una serie di celebrazioni istituzionali e momenti di riflessione diffusi su tutto il territorio nazionale.
Al centro della giornata, la cerimonia solenne all’Altare della Patria, dove il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto, simbolo del sacrificio di tutti coloro che hanno perso la vita per la libertà del Paese. Accanto al Capo dello Stato erano presenti la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il Presidente del Senato Ignazio La Russa e il Presidente della Camera Lorenzo Fontana, insieme ai vertici militari e ai rappresentanti delle associazioni combattentistiche. La cerimonia ha rappresentato un momento di unità istituzionale e di riconoscimento collettivo verso chi contribuì alla fine del nazifascismo.
Successivamente, il Presidente si è recato a San Severino Marche, dove la comunità locale ha accolto la visita con grande partecipazione. Le strade della città si sono colorate di tricolori e la piazza principale si è trasformata in un luogo di incontro tra cittadini e istituzioni. La presenza di Mattarella ha assunto un significato particolare per il territorio, già insignito in passato della medaglia d’oro al merito civile per il contributo offerto durante la Resistenza e per la solidarietà dimostrata nei confronti degli sfollati.
Nel corso delle celebrazioni, numerosi esponenti politici hanno sottolineato il valore attuale della ricorrenza. Lorenzo Fontana ha ricordato come la libertà conquistata grazie al sacrificio di uomini e donne provenienti da esperienze diverse rappresenti un bene da difendere quotidianamente, ribadendo l’importanza del rifiuto di ogni forma di totalitarismo.
Anche il vicepremier Matteo Salvini ha richiamato la necessità di opporsi a ogni tipo di regime, sottolineando il valore universale della libertà. Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha invece evidenziato il debito di gratitudine verso una generazione che, con coraggio e sacrificio, ha reso possibile la nascita dell’Italia democratica. Nel suo intervento ha inoltre ricordato come libertà e pace non siano mai conquiste definitive, ma obiettivi da costruire e proteggere giorno dopo giorno, soprattutto in un contesto internazionale complesso e in continua evoluzione.
Sulla stessa linea si è espresso Carlo Calenda, che ha posto l’accento sul significato profondo della parola “resistenza”, intesa non come simbolo retorico ma come impegno concreto e spesso oneroso per difendere i diritti fondamentali.
Le celebrazioni del 25 aprile si confermano così non solo come un momento commemorativo, ma anche come un’occasione di riflessione sul presente. In un’epoca segnata da nuove sfide globali, il richiamo ai valori della Resistenza continua a rappresentare un punto di riferimento essenziale per la vita democratica del Paese.


