Confcooperative Lazio conferma il suo ruolo di federatrice dei tre settori chiave dell’economia laziale: la cultura, il turismo e lo sport. Dopo il boom di adesioni registrate negli ultimi cinque anni all’omonima federazione (+ 50%), ora il movimento cooperativo guarda con interesse all’eredità lasciata da Giubileo e grandi eventi per massimizzare i benefici derivati da un’esposizione mediatica internazionale senza pari. Il periodo 2026-2029 si preannuncia estremamente dinamico per il turismo congressuale del Lazio. Nel 2025 la destinazione regionale ha evidenziato una crescita dei mercati europei, con aumenti rilevanti da Regno Uniti (+75%), Spagna (+47%) e Svizzera (+125%). Accanto ad essi si segnala una più ampia diversificazione geografica grazie all’ingresso di nuovi Paesi come Egitto, Messico ed Estonia. In controtendenza invece il mercato USA che, pur rimanendo il principale bacino internazionale, registra una flessione del 54%. Sul fronte delle prenotazioni, il 2026 consolida il trend di crescita iniziato nel 2022, con un aumento graduale della domanda. Le richieste più consistenti si stanno orientando verso il 2027, 2028 e 2029, segnale di un rinnovato interesse a livello internazionale e di una pianificazione sempre più anticipata da parte di associazioni e grandi organizzatori di congressi.
L’evento
Di questo e molto altro di parlerà nell’assemblea della Federazione Confcooperative Cultura Turismo Sport Lazio che si terrà giovedì 5 marzo alle ore 11.30 presso la Sala 70 di Palazzo della Cooperazione, Via Torino 146 a Roma.A intervenire sul tema “L’Ecosistema del Fare: Cultura, Turismo e Sport per un Lazio protagonista” saranno Marco Marcocci, presidente Confcooperative Lazio, e il neoeletto presidente della federazione, designato nella parte a porte chiuse dell’assemblea. Dopodiché ci sarà una tavola rotonda incentrata sul ruolo delle nuove tecnologie nel modello cooperativo, alla quale parteciperanno: Simone Bozzato, professore ordinario dell’Università Tor Vergata; Danilo D’Elia, ceo della cooperativa Node; Giorgio Guardi della cooperativa sociale Radici; Cristiano Iacoangeli, presidente della cooperativa Crei; Tommaso Innocenzi, presidente della cooperativa P.Stop; e Patrizia Tomasich, presidente della cooperativa Explora. Non mancheranno gli interventi istituzionali del presidente V Commissione Cultura, spettacolo, sport e turismo della Regione Lazio Mario Luciano Crea; dell’assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato; direttore Direzione Affari della Presidenza, Turismo Cinema, Audiovisivo e Sport della Regione Lazio Paolo Giuntarelli; presidente del Coni Lazio Alessandro Cochi. Prima delle conclusioni, affidate al presidente nazionale di Confcooperative Cultura Turismo e Sport Irene Bongiovanni, verrà firmata una dichiarazione congiunta di impegno con il presidente della associazione di promozione sociale Opes Juri Morico. A seguire sarà offerto ai presenti un light lunch.
Il ruolo delle cooperative
La Federazione conta 38 imprese attive per un totale di 288 soci, un fatturato aggregato di 15,6 milioni di euro. Le tipologie prevalenti sono le cooperative di produzione e lavoro (63%) e quelle sociali (27%). Tutte insieme danno lavoro a 270 persone, la metà delle quali è donna. Sotto il profilo settoriale emerge la netta prevalenza dei servizi culturali e turistici, che generano oltre il 66% dei ricavi e il 56% dell’occupazione. Altri contributi significativi, per quanto contenuti, provengono dai comparti della comunicazione e informazione, dello spettacolo, della scuola e dello sport. A livello geografico il 78,9% delle iscritte è basato su Roma e il resto su Viterbo (13,2%), Latina (5,3%) e Frosinone (2,6%). Circa la longevità delle cooperative risulta che quasi l’80% è aperta da oltre 5 anni e il 18% da più di 40.
L’analisi
«Arriviamo a questa Assemblea profondamente orgogliosi del lavoro fatto finora – afferma Barbara Pescatori, presidente della federazione Confcooperative Cultura Turismo Sport Lazio – I dati ci dicono che il 50% delle imprese oggi presenti si è iscritta negli ultimi cinque anni, contestualmente all’istituzione stesa della federazione, premiando la scelta di Confcooperative Lazio di garantire loro una rappresentanza esclusiva, cucita su misura alle loro esigenze. Uno strumento importantissimo per armonizzare la rappresentanza di cooperative afferenti a settori così diversi, ma allo stesso tempo così integrati. E adesso che il Giubileo si è chiuso, è tempo di raccogliere i frutti dell’esposizione mediatica di cui non solo Roma ha beneficiato lo scorso anno. Come cooperative siamo pronti ad accogliere le sfide che ci attenderanno già a partire da questo inizio 2026, e lo faremo lavorando per ideare un’offerta sempre più avanzata, inclusiva e accessibile. Facendo sempre più rete con gli altri attori del territorio e spingendo sempre più il modello cooperativo come modello di impresa efficace e volano di crescita».


