La crisi in Medio Oriente potrebbe avere effetti diretti sull’economia del Lazio e della provincia di Latina, mettendo a rischio energia, export e investimenti delle imprese locali.
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Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi Confartigianato, le tensioni geopolitiche stanno già facendo salire i prezzi energetici: nei primi giorni di marzo il gas in Italia è aumentato del 33,7% rispetto alla media di febbraio, mentre l’energia elettrica all’ingrosso ha registrato un incremento del 24,6%.
Un aumento dei costi che potrebbe pesare soprattutto sulle micro e piccole imprese, già duramente colpite negli ultimi anni dall’incremento dei costi energetici e dalla stretta sul credito.
Il Medio Oriente resta un mercato strategico per il Made in Italy: nel 2025 l’export italiano verso l’area ha raggiunto circa 28 miliardi di euro, trainato da settori come meccanica, moda, alimentare e manifattura specializzata.
Tra le regioni coinvolte c’è il Lazio, che nel 2025 ha esportato verso i Paesi del Medio Oriente 1,39 miliardi di euro, con una crescita dell’11,9% rispetto all’anno precedente. Anche la provincia di Latina contribuisce a questi scambi: nello stesso periodo le esportazioni verso l’area hanno toccato 45 milioni di euro.
«Le imprese stanno ancora affrontando gli effetti della crisi energetica e della stretta sul credito degli ultimi anni – spiega Letizia Bongiorno, presidente di Confartigianato Latina –. Un nuovo shock internazionale rischia di colpire in modo particolare le micro e piccole imprese, che rappresentano la spina dorsale dell’economia del nostro territorio. È fondamentale monitorare i mercati energetici, evitare speculazioni e sostenere la competitività delle imprese».
Confartigianato sottolinea che l’instabilità internazionale potrebbe rallentare la ripresa della produzione manifatturiera e degli investimenti, proprio mentre il sistema produttivo mostrava segnali positivi.
«In un contesto internazionale sempre più incerto – conclude Bongiorno – è fondamentale difendere il valore dell’impresa artigiana e della manifattura italiana, veri motori dello sviluppo economico e dell’occupazione nei nostri territori».


