Si accende la polemica intorno all’assegnazione dell’appalto per la gestione del progetto SAI (Sistema Accoglienza e Integrazione) di Minturno, denominato “Minturno terra d’asilo” – progetto n. 272, categoria ordinaria, finanziato dal Ministero dell’Interno per 23 ospiti e per un importo complessivo di 647.301,50 euro.
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A sollevare il caso è la cooperativa sociale ArteInsieme, gestore uscente del servizio per conto del Comune di Minturno, che ha denunciato e segnalato formalmente presunte irregolarità nel passaggio di consegne avvenuto il 30 gennaio 2026, con il RTI (Raggruppamento Temporaneo di Imprese) formato dall’Associazione Solidarietà ODV e dalla Cooperativa Arcobaleno, nuovo ente aggiudicatario.
Le criticità segnalate
Secondo quanto riportato da ArteInsieme, il nuovo gestore non rispetterebbe i requisiti minimi previsti dal bando, configurando possibili violazioni degli standard di accoglienza stabiliti dalla normativa e dal Manuale operativo del Ministero dell’Interno.
Le principali contestazioni riguardano la riduzione del numero degli alloggi e le condizioni di sovraffollamento.
I 22 beneficiari del progetto SAI, in precedenza distribuiti in sei appartamenti, sarebbero stati ora collocati in soli tre alloggi, privi inoltre degli spazi comuni attrezzati per lettura, socialità e attività ricreative previsti dal regolamento.
In un caso, due nuclei familiari, tra cui quattro minori e una donna in gravidanza, condividero lo stesso appartamento.
ArteInsieme sostiene inoltre di aver ricevuto una PEC dal legale del proprietario degli immobili utilizzati in precedenza, in cui veniva chiesto di cedere due appartamenti al nuovo gestore, circostanza che la cooperativa definisce anomala.
Discrepanze tra offerta e gestione
Ulteriori dubbi emergono sul punteggio assegnato in gara. ArteInsieme sottolinea di aver offerto sei appartamenti più un locale ufficio, contro i cinque appartamenti e un ufficio proposti dal RTI vincitore — numero che oggi, sottolinea la cooperativa, si sarebbe ridotto addirittura a tre unità abitative effettive.
Le strutture messe a disposizione costituivano uno degli elementi valutativi più rilevanti del bando, fino a 12 punti in graduatoria.
Problemi nel trasferimento e nel personale
La cooperativa uscente lamenta anche difficoltà nel trasferimento della documentazione (legale, sanitaria e sociale) e degli strumenti informatici necessari alla continuità del servizio, poiché il nuovo gestore non avrebbe ancora attivato un ufficio di progetto come previsto.
Criticità vengono segnalate anche nel passaggio del personale, che, secondo ArteInsieme, sarebbe avvenuto in forma unilaterale e non nel rispetto delle procedure previste, senza la presenza congiunta delle parti sociali e delle due cooperative.
I nuovi contratti, riferisce l’ente uscente, sarebbero stati firmati in forma privata, con dipendenti impiegati in smart working, modalità non prevista dal bando e ritenuta incompatibile con la natura del servizio, che richiede presenza e supporto costante agli ospiti.
La richiesta di verifiche
ArteInsieme ha chiesto al Comune di Minturno e agli organi competenti di vigilanza di effettuare un sopralluogo e redigere un verbale dettagliato sulla conformità delle strutture e dei servizi offerti rispetto agli standard minimi previsti dal D.M. 18 novembre 2019 e dal Manuale operativo del Ministero dell’Interno.
La cooperativa sollecita inoltre trasparenza sull’esecuzione dell’appalto e chiarimenti sulle scelte amministrative che hanno portato all’aggiudicazione, auspicando che vengano verificate la correttezza delle procedure e il rispetto delle linee guida nazionali in materia di accoglienza e tutela dei diritti dei beneficiari.


