“Il 3 febbraio 2026 è stato abbattuto il vecchio olivo della rotatoria davanti alla chiesa di Santi Pietro e Paolo ad Aprilia, trapiantato solo dieci anni fa. Ancora una volta, il territorio viene sacrificato ad asfaltature e consumo di suolo, senza rispetto per la natura e per la salute dei cittadini. Che sia PRG, PINQUA o PNRR, il risultato non cambia: decisioni prese senza competenza, trasparenza o sensibilità ambientale. L’inquinamento cresce, il verde diminuisce e la cementificazione avanza, mentre le aree verdi non vengono curate né ripiantumate.”
Lo comunica in una nota Rosalba Rizzuto di Aprilia Libera.
“Il territorio di Aprilia ha bisogno di gestione competente: alberi e aiuole che trattengano CO₂ e particolato, monitoraggio reale dell’inquinamento, sanzioni per chi supera le emissioni di legge e vera riqualificazione urbana. La partecipazione dei cittadini non è un optional, è fondamentale per decisioni efficaci e sostenibili. Aprilia è la nostra casa. -conclude- Qui, tra rifiuti, degrado e cemento, si muore lentamente. È possibile opporsi? È questo ciò che vogliamo lasciare ai nostri figli?”




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