“A seguito delle notizie confuse e scomposte apparse sulla stampa, voglio chiarire l’atto di Giunta del 29 dicembre, con cui abbiamo disposto la cancellazione dal Registro unico del Terzo Settore di 2.619 enti”.
Lo ha dichiarato l’assessore regionale all’Inclusione sociale e ai Servizi alla persona del Lazio, Massimiliano Maselli, spiegando nel dettaglio le motivazioni e la procedura che hanno portato alla decisione.
Il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), operativo dal 23 novembre 2021, ha previsto l’iscrizione automatica – entro il 21 febbraio 2022 – di associazioni di promozione sociale (APS) e organizzazioni di volontariato (ODV) già presenti nei registri regionali. “La Regione – ha ricordato Maselli – ha trasmigrato i dati di 6.675 enti, di cui 2.731 ODV e 3.944 APS, avviando un successivo processo di verifica dei requisiti”.
Dopo una prima fase di regolarizzazione da parte di 2.648 enti, la Regione ha diffidato – il 1° luglio 2024 – i 4.027 rimanenti, concedendo 120 giorni per aggiornare i dati mancanti. La diffida è stata ampiamente pubblicizzata tramite il Bollettino Ufficiale, il sito regionale, e con il supporto del Forum del Terzo Settore e del CSV Lazio.
“Nonostante le ripetute comunicazioni – ha aggiunto l’assessore – 2.618 enti non hanno adempiuto all’obbligo previsto dalla legge. Solo a fine dicembre 2025, dopo un anno ulteriore di attesa, la Regione ha proceduto alla cancellazione”.
Maselli ha ricordato che nel Lazio sono attualmente circa 14.500 gli enti iscritti al RUNTS, un registro “fondato sulla trasparenza e sull’affidabilità”, indispensabile per garantire ai cittadini e alla Pubblica Amministrazione di conoscere chi opera nel Terzo Settore.
“Il rispetto dei requisiti formali – ha sottolineato – non è burocrazia fine a sé stessa, ma una garanzia di correttezza, trasparenza e tutela dei cittadini. Gli enti che non aggiornano i propri dati non sono verificabili, e questo mina la fiducia pubblica. Il RUNTS funziona solo se gli iscritti rispettano un livello minimo di organizzazione amministrativa”.
Infine, l’assessore ha chiarito che “gli enti cancellati possono in ogni momento presentare una nuova domanda di iscrizione al Registro, regolarizzando la propria posizione”.


