La situazione della viabilità cittadina ad Aprilia è talmente compromessa che anche i cittadini più pazienti non riescono più a sopportarla. La recente riduzione del limite di velocità a 30 km/h serve forse a ridurre la responsabilità dell’Ente in caso di danni, ma non aiuta chi ogni giorno percorre strade in condizioni sempre peggiori.
La mancanza di fondi è la motivazione data dall’amministrazione. Ma il punto, sottolinea Andrea Ragusa, attivistra del Movimento 5 Stelle e autore della segnalazione, è capire perché non ci siano. Parte delle risorse comunali, infatti, è destinata alla restituzione dei mutui contratti negli anni passati. Tuttavia, resta da chiarire come siano stati impiegati quei fondi e se abbiano realmente prodotto miglioramenti duraturi sulla rete stradale.
Secondo Ragusa, una soluzione a costo zero esiste: pretendere il rispetto del “Regolamento comunale per la manomissione del suolo pubblico” (Delibera C.C. n. 37 del 19/11/2020). Il documento, che stabilisce regole tecniche precise per il ripristino dell’asfalto dopo scavi o lavori, sembra però spesso ignorato.
Il Regolamento impone, tra l’altro, l’uso di conglomerati bituminosi a caldo, spessori minimi di 10 cm per lo strato di collegamento (binder) e 3 cm per il tappetino d’usura, da stendere su una superficie più ampia rispetto allo scavo.
Le norme prevedono anche controlli periodici sull’assestamento del terreno e ripristini completi nei casi di scavi longitudinali o trasversali.
«Girando per Aprilia – osserva Ragusa – non sembra che questi interventi siano stati eseguiti a regola d’arte».
Da qui la proposta: applicare l’art. 13, comma 3, del Regolamento, che consente di rivalersi sulle ditte o sui concessionari responsabili dei lavori non conformi, obbligandoli al ripristino o al pagamento delle spese sostenute dal Comune.
Ragusa documenta anche alcuni casi specifici, come gli interventi in via Cagliari e via Tiziano, dove dopo la riparazione di perdite idriche da parte di Acqualatina, l’asfalto è rimasto danneggiato o mal ripristinato.
In via Tiziano il manto è stato rattoppato con terra e un sottile strato di asfalto rialzato; in via Cagliari, invece, non sarebbe stato eseguito alcun ripristino.
A ciò si aggiungono scavi lasciati aperti in via Grassi e via San Michele e una perdita in via Reno che ha causato spaccature nell’asfalto. Eppure, sottolinea Ragusa, dalle autorizzazioni comunali agli scavi rilasciate tra il 2023 e metà 2025 non risulterebbero interventi a nome di Acqualatina, nonostante le riparazioni effettuate in più punti della città.
Per evitare che le strade appena riasfaltate vengano compromesse da lavori mal eseguiti, Ragusa propone di adottare anche ad Aprilia un sistema di vigilanza e verifica dei ripristini, simile a quello introdotto dal Comune di Roma, dove controlli più stringenti garantiscono che le aziende di acqua, luce, gas e telecomunicazioni rispettino gli standard tecnici previsti.
«Sono a disposizione per collaborare con l’Amministrazione comunale per contribuire a risolvere il problema della (im)percorribilità delle strade cittadine», conclude Andrea Ragusa.




Devi effettuare l'accesso per postare un commento.