L’associazione SETIAM ha inviato una PEC congiunta al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale, chiedendo la convocazione di un Consiglio Comunale aperto. L’iniziativa mira a coinvolgere attivamente la cittadinanza e le diverse forze politiche e civiche nella delicata decisione riguardante l’aumento di capitale della società Acqualatina spa, gestore del servizio idrico.
L’appello, firmato dalla vicepresidente Manuela Fantauzzi, sottolinea l’importanza di un confronto pubblico e trasparente prima che il Comune si esprima su un’operazione finanziaria di tale portata. La richiesta di SETIAM non è solo una formalità, ma un vero e proprio invito a superare i confini della politica istituzionale per abbracciare un modello di governance partecipativa.
Un dibattito necessario: perché un Consiglio Comunale aperto?
La posizione di SETIAM si basa su una convinzione precisa: in un contesto economico e sociale complesso come quello attuale, le decisioni che impattano direttamente sulla vita dei cittadini non possono essere prese a porte chiuse. L’aumento di capitale di Acqualatina, infatti, solleva interrogativi cruciali sulla sostenibilità del servizio, sulle future tariffe e sulla qualità dell’acqua erogata.
La convocazione di un Consiglio Comunale aperto permetterebbe a tutti i soggetti interessati – dalle associazioni di categoria ai comitati civici, dai singoli cittadini agli esperti del settore – di esporre le proprie analisi, i propri dubbi e le proprie proposte. Questo dibattito pubblico, come suggerito dall’associazione, offrirebbe al Sindaco e all’intero Consiglio Comunale la possibilità di valutare un più ampio spettro di visioni e analisi. Non si tratta di una delegittimazione del ruolo degli organi eletti, ma di un arricchimento del processo decisionale.
Il ruolo della cittadinanza nella decisione finale
L’autonomia decisionale del Sindaco e del Consiglio Comunale non viene messa in discussione. La richiesta di SETIAM è chiara in tal senso: “Il Consiglio Comunale aperto permetterebbe al Sindaco e allo stesso consiglio comunale di valutare un più ampio spettro di visioni e analisi pur mantenendo la piena autonomia sulla decisione finale”.
Questo passaggio è fondamentale perché riconosce il ruolo preminente degli organi istituzionali, ma al tempo stesso sottolinea l’importanza di un’informazione completa e di una visione a 360 gradi. L’ascolto delle diverse voci e la raccolta di dati e prospettive differenti possono portare a una decisione più ponderata, informata e, in ultima analisi, più vicina ai bisogni reali della comunità.
Le prossime tappe: cosa accadrà ora?
La palla passa ora nelle mani del Sindaco e del Presidente del Consiglio Comunale. La richiesta formale di SETIAM li pone di fronte a una scelta: accogliere l’appello alla partecipazione civica o limitare la discussione alle sedi istituzionali.
La decisione del Comune rappresenterà un segnale importante sulle future relazioni tra amministrazione e cittadinanza. Un eventuale accoglimento della richiesta sarebbe un gesto di apertura e trasparenza che potrebbe gettare le basi per un modello di gestione condivisa delle questioni di interesse pubblico. Al contrario, un rifiuto potrebbe essere percepito come un’occasione persa per rafforzare il legame con la comunità.
Resta da vedere se l’appello di SETIAM verrà ascoltato e se la città di Sezze si preparerà a un dibattito pubblico su un tema che tocca da vicino il futuro del servizio idrico.


